di Rosario Sprovieri
Piazza Santa Maria Consolatrice si rinnova nell’aspetto per tornare a essere il cuore pulsante della cultura e della socialità di Casal Bertone. Lunedì 8 giugno aprirà il cantiere per la riqualificazione dello storico "salotto" del quartiere. L'interventoche è un investimento di circa 50 mila euro sarà realizzato dall'Ufficio Decoro Comunale in stretta collaborazione con il Municipio IV. L'obiettivo è duplice: restituire decoro ai residenti e preparare uno spazio dignitoso per ospitare eventi culturali dell'Estate Tiburtina.
di Gianni Lattanzio
C'è un paradosso che attraversa la nostra epoca e che, ogni volta che mi trovo a riflettere sul futuro dell'informazione, mi colpisce con la stessa forza: non siamo mai stati così sommersi di notizie, eppure non siamo mai stati così lontani dalla verità. Non siamo mai stati così connessi, eppure così soli di fronte alla complessità del mondo. L'abbondanza non ha prodotto chiarezza, ma disorientamento. La quantità non ha generato qualità, ma rumore.
di Gianni Lattanzio
C’è una frase che Edgar Morin aveva affidato alle pagine dei suoi Sette saperi necessari all’educazione del futuro, quel testo commissionato dall’UNESCO nel 1999 e divenuto in pochi anni un documento di riferimento per le pedagogie di ogni latitudine: «Siamo sempre nella preistoria dello spirito umano. Solo il pensiero complesso ci permetterà di civilizzare la nostra conoscenza.» La sentenza risuona oggi come un epitaffio e come un programma, come il consuntivo di una vita intera consacrata alla difficilissima arte del collegare i saperi, le culture, le discipline, gli uomini alla loro comune condizione terrestre. Edgar Morin se n’è andato il 30 maggio 2026, a centoquattro anni. Se ne è andato lasciando un’opera sterminata e un compito irrisolto: quello di convincere l’umanità che la complessità non è un ostacolo alla comprensione, ma la sua forma più alta.
paesi indissolubilmente legati da storia, tradizioni, spettacoli e scambi culturali
di Emanuele Mariani
Dici Italia – Brasile e subito pensi alle epiche, leggendari e sfide calcistiche dei Mondiali di un tempo, da quelli del 1938 (dove le due rappresentative nazionali si sono incontrate per la prima volta in assoluto, non solo a livello di campionanti del mondo, il 16 giugno 1938, 2 a 1 per noi, allo stadio Velodrome di Marsiglia, in Francia) fino a quelli del 1970, in Messico (finale mondiale della Coppa Rimet, assegnazione definitiva al Brasile, 4 a 1 per i verde-oro di Pelè, a Città del Messico,
di Gianni Lattanzio
L’Unione Europea ha compiuto nel 2026 una svolta decisiva nella sua proiezione verso l’America Latina, segnando un punto di non ritorno nella ridefinizione degli equilibri globali. La conclusione di due accordi commerciali di portata storica – l’Accordo di Partenariato con il Mercosur, entrato in vigore provvisoriamente il 1° maggio, e l’Accordo Globale modernizzato con il Messico, firmato appena venti giorni dopo – rappresenta molto più di un successo diplomatico: costituisce una dichiarazione geopolitica inequivocabile in un mondo multipolare sempre più frammentato e competitivo.
Cittadinanza, diaspora, borghi e il costo umano di una frattura che rischia di impoverire il Paese
di Romina Cacciatore
Per oltre un secolo l’Italia ha costruito una parte della propria identità oltre i propri confini.
Milioni di italiani partirono tra la fine dell’Ottocento e gran parte del Novecento verso l’Argentina, il Brasile, l’Uruguay, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e numerosi altri Paesi. Partirono spesso senza nulla, portando con sé soltanto una valigia, la lingua, la cultura e la speranza di costruire un futuro migliore.
di Rossana Errico
Il 14 giugno la popolazione elvetica sarà chiamata a votare su una delle iniziative più divisive degli ultimi anni: «No a una Svizzera da 10 milioni!» promossa dall’Unione Democratica di Centro (UDC). Dietro uno slogan che parla di sostenibilità e qualità della vita, si nasconde una questione ben più profonda: il futuro della libera circolazione delle persone con l’Unione Europea e il modello stesso di Svizzera aperta costruito negli ultimi vent’anni.
di Gianni Lattanzio
“Il monaco che vinse l’Apocalisse” è un film raro nel panorama contemporaneo: non si limita a raccontare una vicenda edificante, ma osa misurarsi con uno dei nervi scoperti del cristianesimo – l’escatologia – attraverso la figura di uno dei suoi interpreti più originali, Gioacchino da Fiore. La regia di Jordan River sceglie di non addomesticare la dimensione apocalittica, né di ridurla a effetti catastrofici o a suggestione fantasy; al contrario, la rimette in relazione con la storia, con la carne della Chiesa e con le contraddizioni del nostro tempo, mostrando come il “giudizio” non sia anzitutto paura del futuro, ma svelamento del presente. In questo il film, pur con i suoi limiti, ha il coraggio di muoversi nello stesso spazio teologico in cui, secoli dopo Gioacchino, si collocheranno la grande escatologia contemporanea – da Moltmann alla teologia della speranza – e i richiami conciliari a leggere “i segni dei tempi” alla luce del Vangelo.
di Camillo della Nebbia
Il Rapporto Italia 2026, giunto quest’anno alla 38a edizione, ruota attorno a 6 capitoli in manieradicotomica e si struttura attraverso 6 saggi e 60 schede fenomenologiche. I temi rappresentativi della attualità politica, economica e sociale del nostro Paese scelti da EURISPES sono affrontati attraverso una lettura duale della realtà e, riguardano: Opes/Inopiae • Democrazia/Autoritarismo • Pace/Guerra Omologazione/Identità • Distopia/Utopia • Presente/Futuro.
il compleanno della nostra res publica fondata suidiritti,sulle liberta’ e sulla forma repubblicana, sancita dalla costituzione, di cui e’ garante il capo dello stato, nell’unita’ nazionale articolata in regioni ed enti locali, organizzata sui tre distinti poteri: il legislativo del parlamento elettivo, l’esecutivo del governo ed il giudiziario della magistratura con le relative competenze e gradi di giudiziostabiliti per legge.
di Emanuele Mariani
2 giugno 1946 – 2 giugno 2026. Sono passati 80 anni dal referendum istituzionale, consultazione politica nazionale alla quale, per la prima volta in Italia, parteciparono anche le donne (e risultarono votanti circa 13 milioni di donne e 12 milioni di uomini, pari complessivamente all'89,08% degli allora 28.005.449 aventi diritto al voto) e che ha sancito la forma repubblicana del nostro Stato ed elesse anche l’Assemblea costituente che poi elaborò la Carta costituzionale,entrata in vigore il 1 gennaio 1948.
di Silvana Mangione
Il lunghissimo percorso teso a ottenere una rappresentanza ufficiale, non improvvisata o condizionata o autoreferenziale, degli italiani all’estero comincia storicamente e ufficialmente 160 anni fa, con la legge consolare del 26 gennaio 1866, che prevede all’Art. 181: “una rappresentanza della colonia da rinnovarsi per mezzo di elezioni”, da stabilire presso i Consolati, “nel levante e fuori d’Europa, quando sia richiesto dal voto dei nazionali e quando il Governo la ravvisi conveniente”. Ma non si ha notizia che questo dettame legislativo sia stato attuato.
di Emanuele Mariani
Ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere David Sassoli nel novembre del 1995, quando, già diplomato in una Scuola di giornalismo, svolsi un breve, ma intenso periodo di formazione giornalistica presso la redazione cronaca del Tg 3 della Rai, negli studi di Saxa Rubra.
David mi fece, con gli altri colleghi, il previsto affiancamento per chi si proponeva di apprendere il mestiere del giornalista, tenuto conto del fatto che avevo 25 anni emi ero, da pochi mesi, laureato in giurisprudenza, con una tesi proprio in materia di diritto di cronaca.
c’era uno specialista, prima di Maradona, che fece grande il Catanzaro e segnava spesso dalla bandierina: Massimo Palanca, Marchigiano con i piedi fatati
di Emanuele Mariani
Domenica,4 marzo 1979, allo Stadio Olimpico di Roma, andava in programma, per la 20esima giornata del campionato di calcio di Serie A, una partita che sarebbe passata alla storia, peropposti motivi, tra due tifoserie accumunate dai colori gialli e rossi e da giocatori ed allenatore di comune fede calcistica: Roma – Catanzaro.
di Gianni Lattanzio
Con Magnifica Humanitas, Leone XIV entra sulla scena internazionale non solo come capo spirituale, ma come interlocutore strutturale del dibattito sulla governance globale dell’intelligenza artificiale e della potenza tecnica. L’enciclica non è un pronunciamento settoriale sulla tecnologia, ma un testo che ambisce a ridefinire i parametri entro cui leggere i rapporti di forza, le istituzioni multilaterali e le derive conflittuali del sistema internazionale nel tempo dell’IA.
di Gianni Lattanzio
Nel 2026 Italia ed El Salvador celebrano il centosessantacinquesimo anniversario di relazioni diplomatiche che affondano le radici nel cuore del Risorgimento italiano, quando il neonato Regno d’Italia, appena affermatosi sulla scena internazionale, trovò in questa piccola ma orgogliosa nazione centroamericana uno dei suoi primi e più convinti interlocutori nel Nuovo Mondo. È una storia che inizia formalmente nel 1861, con il Trattato di amicizia, commercio e navigazione tra l’Italia unita e la Repubblica di El Salvador, ma che in realtà prende forma già nel decennio precedente, quando il governo salvadoregno guarda con attenzione e simpatia al processo di unificazione della penisola, cogliendo nell’epopea risorgimentale il riflesso delle proprie aspirazioni di libertà e di consolidamento statale.
di Tiberio Graziani
Partendo dalla candidatura del Kirghizistan per un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, questo articolo esamina la crisi dell’attuale architettura della governance multilaterale, che rimane ancorata agli equilibri geopolitici stabiliti all’indomani della Seconda guerra mondiale. In questo contesto, l’Asia Centrale emerge come un’area di crescente rilevanza strategica, sia per la sua relativa stabilità sia per il suo ruolo di cerniera geopolitica nello spazio eurasiatico. Qualsiasi eventuale ampliamento del Consiglio di Sicurezza, tuttavia, avrebbe significato solo se accompagnato da una reale revisione dei suoi meccanismi decisionali, capace di riflettere l’evoluzione multipolare del sistema internazionale.
di Gianni Lattanzio
Ogni anno, nel giorno di Pentecoste, Roma offre al mondo uno dei suoi gesti più alti e commoventi: la pioggia di petali di rose rosse che discende dall’oculus del Pantheon. Non è soltanto una cerimonia suggestiva, né un rito scenografico destinato allo stupore dei visitatori. È, più profondamente, una meditazione visibile sul mistero cristiano, un incontro tra pietra e Spirito, tra architettura imperiale e fede, tra la grandezza di Roma antica e la vocazione universale del cristianesimo.
di Rosario Sprovieri
Quando a sfilare è la storia del tuo essere al mondo, delle tonalità della terra che ti ha generato, dei profumi della natura che, come madre instancabile ti ha protetto, accolto e cresciuto, allora le pietre millenarie del Castello Svevo non sono più semplici muti testimoni del tempo. È stato così che per sette giorni, dal 27 aprile al 3 maggio 2026, le mura del castello normanno svevo sono diventate il battito cardiaco di un Sud che si riscopre capitale del bello.
di Camillo della Nebbia
Si è tenuto il 21 maggio presso la sala refettorio della Camera dei Deputati Nilde Iotti la conferenza dal titolo: “Cultura della Difesa: comunicazione, geopolitica e formazione per l’interesse nazionale”, presentazione report evento che ha rappresentato il primo passo concreto del progetto illustrato lo scorso settembre presso l’Università LUISS Guido Carli.
di Gianni Lattanzio
Vi sono stagioni della storia nelle quali gli eventi non si limitano ad accadere, ma sembrano mutare la grammatica stessa del mondo. Non cambiano soltanto i rapporti di forza, le alleanze, le frontiere, le economie; cambia il modo in cui gli uomini e i popoli percepiscono il proprio destino. L’Europa vive oggi una di queste soglie: un tempo sospeso e drammatico, nel quale l’ordine internazionale che aveva accompagnato la seconda metà del Novecento e l’illusione pacificata della globalizzazione mostra crepe profonde, mentre un nuovo equilibrio tarda a nascere.
di Gianni Lattanzio
Con Magnifica Humanitas, la sua prima enciclica dedicata all’intelligenza artificiale, Leone XIV sceglie di collocare la Chiesa non ai margini, ma nel cuore di una trasformazione che investe ormai ogni dimensione della vita contemporanea. Non si tratta di un testo rivolto agli specialisti della tecnica, né di un aggiornamento lessicale: è un atto di alta responsabilità spirituale e civile, con cui il Pontefice riapre, in forma nuova, la grande domanda sulla centralità dell’uomo nella storia. In un mondo che sembra sempre più incline a delegare alle macchine non solo operazioni, ma decisioni, valutazioni e perfino frammenti di giudizio morale, Leone XIV richiama una verità elementare e decisiva: nessun algoritmo può prendere il posto della coscienza.
di Aicha Bouazza
Il 18 maggio 2026, presso la Biblioteca Maurice Borrmans del Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica (PISAI) a Roma, si è tenuta una conferenza di alto profilo diplomatico in occasione del cinquantesimo anniversario dell'instaurazione delle relazioni tra il Regno del Marocco e la Santa Sede. Un'occasione che ha rivelato la profondità di un legame costruito nel tempo su basi di rispetto reciproco, dialogo interreligioso e visione condivisa per la pace nel Mediterraneo e nel mondo.