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Lunedì, Novembre 23, 2020 Geopolitica

La storia delle relazioni non cambia anche in tempi di pandemia.

di Giuseppe Morabito

Da moltissimi anni, cioè dalla separazione, di fatto, in due stati, i rapporti politici di Taiwan con la Cina restano quantomeno problematici in conseguenza della decisione del governo di Pechino di continuare a considerare l'isola come parte del suo territorio e non come un paese indipendente e democraticamente all’avanguardia. Una delle conseguenze di tale posizione sta nel fatto che la Cina ha ottenuto, nel tempo, l’esclusione quasi totale di Taiwan dalle organizzazioni e dai forum internazionali.

Fa eccezione forse solo la NATO che, ad esempio, permette a funzionari taiwanesi di partecipare ai corsi di formazione al NATO Defence College d Roma. Certamente se gli organizzatori dei forum e la maggior parte dei paesi partecipanti esprimessero almeno il loro sostegno a Taiwan nel senso di favore alla sua presenza nei forum internazionali stessi, questo potrebbe avere un ruolo fondamentale nel promuovere l'obiettivo perseguito dalla democratica Taiwan e quindi vedere i suoi rappresentanti prendere parte alle riunioni delle organizzazioni internazionali in modo pragmatico ed efficace.

Lunedì, Novembre 23, 2020 Cultura

Ispiró Romeo and Juliet di Shakespeare

di Mario Nardicchia

Il ritratto di Luigi Groto -qui riprodotto- attribuito a Jacopo Tintoretto (1518-1594) che lo dipinse nel 1582, conservato nel Municipio di Adria (Rovigo): olio su tela -cm. 91x101- la dice lunga sulla notorietà e sull'importanza di detto letterato nel Rinascimento italiano ed europeo. Luigi Groto -o Grotto- detto “Il cieco di Adria”, nacque nella cittadina del Polesine il 7 settembre del 1541, da famiglia non abbiente. Dopo una settimana dalla venuta al mondo, il piccolo Luigi perdette la vista. Questa condizione di non vedente non gli impedì, da giovinetto, di farsi una consolidata cultura in vari campi: giurisprudenza, oratoria, letteratura; fu rimatore, commediografo,drammaturgo, attore...Ovviamente, per l'apprendimento confidava molto nel suo 'udito', nella propria memoria e nell'aiuto indispensabile di un precettore.


Lunedì, Novembre 23, 2020 Geopolitica

di Guido Lenzi

A trent’anni dalla caduta del Muro che aveva irrigidito i rapporti internazionali, contrariamente a quanto qualcuno aveva allora sostenuto, la Storia stenta a riprendere il suo corso. Le regole del gioco, i termini utilizzati, le stesse pubbliche percezioni si stanno alterando. Vi è chi, condonando il comportamento assertivo di Putin, Xi e, finora, di Trump, si rassegna all’apparente ritorno di un multipolarismo che contraddice l’auspicabile multilateralismo, ricostruendo macroscopicamente gli antichi, pericolosi e altrettanto precari, equilibri di potenza.

Mercoledì, Novembre 18, 2020 Geopolitica

di Fausta Speranza

       Dogane che aprono e dazi che cadono in un bacino commerciale di due miliardi di persone e tra Paesi, come la Cina e il Giappone, storicamente in forte rivalità. L'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda hanno raggiunto un accordo di libero scambio che potrebbe coprire quasi un terzo del Pil mondiale. Ne resta fuori l'India nazionalista del presidente Modi, mentre gli Stati Uniti devono capire se riscopriranno l’affaccio sul Pacifico. In piena pandemia, l’Asia cerca  di respirare aria nuova di ripresa economica e per l’Europa dovrebbe essere un utile memorandum: è nel vecchio continente il più integrato dei mercati mondiali.

Mercoledì, Novembre 18, 2020 Geopolitica

di Giuseppe Morabito

Durante la primavera del 2019, la guerra libica di successione post-Gheddafi era entrata in una nuova fase. Il LNA (Esercito di Liberazione Nazionale) comandato dal generale Khalifa Haftar aveva lanciato un'offensiva a sorpresa per conquistare Tripolie conseguentemente la residenza del GNA (Governo di Accordo Nazionale) libico riconosciuto a livello internazionale, il quartier generale più importante del paese, con istituzioni economiche come la Banca Centrale della Libia, l'Autorità Libica per gli Investimenti e la National Oil Corporation. L’offensiva a sorpresa del LNA era stata accolta con indignazione in molti stati mentre godeva di sostegno in diversi altri sia europei sia extra-europei.

Mercoledì, Novembre 18, 2020 Economia

di Liliana Ocmin

Le politiche di genere, oggi più che mai, devono occupare un posto di primo piano nelle agende politiche mondiali. Di questo siamo sempre più convinte anche per il nostro Paese una strada obbligata, se vogliamo rialzarci compiutamente dalle rovine sociali ed economiche in cui ci ha ricacciati la pandemia da Covid-19.Dobbiamo rimetterci in moto per una crescita che sia stabile e duratura e, come ci chiede anche l’Europa, sempre più inclusiva e sostenibile. Non dimentichiamo, inoltre, che più occupazione femminile significa più Pil: nelle stime della Banca d’Italia una maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro equivarrebbe a un aumento di circa 7 punti percentuali di Pil, cosa tutt’altro che residuale, anzi.

Mercoledì, Novembre 11, 2020 Economia

di Salvatore Cuomo

Il Decreto “Ristori” e, subito dopo, il Decreto “Ristori Bis” hanno disposto una riedizione mirata del contributo a Fondo Perduto per alcune categorie particolarmente colpite dagli effetti sull’economia della pandemia da Covid e delle restrizioni disposte dal Governo volte a limitare il contagio.
Restrizioni necessarie per la tutela dei cittadini che hanno interessato la scorsa primavera l’intero territorio italiano ed ora, in base ad una serie di parametri sotto osservazione, le regioni in varia misura suddivise in zone in base all’incidenza del contagio.


Outlook

Ripensare l’Unione europea a 70 anni dalla Dichiarazione Schuman

di Fausta Speranza

Uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione, ma anche una prospettiva tutta nuova da esplorare: nel valutare le ultime stime della Commissione europea non si trova solo lo scenario cupo per l’economia, che fa seguito al dramma delle perdite umane per il Covid-19, ma anche una possibile crescita del Pil già nel 2021. Sullo sfondo c’è la possibilità di un ruolo nuovo per l’Europa, a patto che non trascuri il virus di vecchie ideologie e ribollenti nazionalismi, tenendo invece in lockdown i suoi valori.

di Francesco Tufarelli

La ricorrenza del 9 maggio, tradizionalmente la festa dell’Europa, cade quest’anno in un momento particolarmente delicato a livello europeo e internazionale.
La pandemia ha travolto la vita ed i ritmi dei cittadini, coprendo con un inquietante alone tutte le attività del vivere civile. Ai numerosi decessi intervenuti in questi sessanta giorni si aggiunge oggi lo spettro di una terribile crisi economica, di cui ancora non riusciamo bene a valutare l’entità.

di Stefano Milia

Questo 9 maggio si celebra una “Giornata dell'Europa”molto particolare. Non solo quest'anno ricorre il settantesimo anniversario della dichiarazione di Schuman, ma ci troviamo anche in una crisi globale che richiede la nostra cooperazione e solidarietà come mai prima d'ora.

di Rosa Musto

La festa dell'Europa, che gli studenti festeggiano ogni anno, rappresenta l'occasione per testimoniare nel contesto sociale quanto viene realizzato in tema di educazione alla cittadinanza europea nelle scuole. I risultati su “L'educazione alla cittadinanza a scuola” vengono costantemente monitorati e resi noti dalla Rete di informazione europea sull'istruzione Eurydice. E promuovere la cittadinanza attiva è diventato uno degli obiettivi principali dei sistemi educativi in tutta Europa.

di Elisabetta Biondi

Settanta anni fa Robert Schuman, il “padre dell’Europa”, diceva: «l'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto», per proseguire poi riferendosi non all’accezione “comune” di solidarietà, ma piuttosto ad una «solidarietà di produzione» che «in tal modo realizzata farà si che una qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile.

di Raffaella Pergamo

Non vi parlerò dell’Italia, ma dell’Europa e non dell’Europa di ieri e di oggi, ma dell’Europa di domani, di quell’Europa che vogliamo ideare, preparare e costruire” queste le parole di Alcide De Gasperi, pronunciate in un discorso alla radio nel 1952, due anni dopo la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, esposto nella Dichiarazione che segnava l’inizio del processo di integrazione europea.

di Barbara Becchi 

Le pubbliche amministrazioni di tutti i livelli, e in particolare gli enti locali e regionali, alle difficoltà quotidiane di gestione del territorio hanno visto aggiungersi una emergenza sanitaria senza precedenti che ha rischiato e rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori.

bandiere2 400x300 1di Beatrice Covassi

Non è andato tutto bene.  Il Coronavirus si è portato via mio padre, classe 1937, e con lui tanti, troppi, della generazione che aveva contribuito alla ricostruzione e al benessere del dopoguerra, che aveva sognato e poi lavorato attivamente a quella dirompente novità chiamata Europa.  Una generazione forgiata nelle privazioni e nelle difficoltà economiche e sociali del periodo post-bellico, formata al sacrificio e all’impegno civico, tesa alla costruzione di un nuovo mondo con la democrazia come stella polare.       


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Vado bene per la terza fase?
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