L'Italia e il Mondo

Fausta Speranza

Nel pieno dell’emergenza da pandemia in Europa, arriva la sentenza della Corte Ue che inchioda tre Paesi dell’est europeo alle loro responsabilità in tema di mancati ricollocamenti di richiedenti asilo. Un pronunciamento importante a difesa delle regole condivise che non deve passare inosservato. E' anche una “sentenza” per gli annali della storia sul ruolo svolto in prima linea dall'Italia e dalla Grecia in difesa dei valori di umanità

Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca sono a tutti gli effetti inadempienti di fronte al diritto europeo in tema di migranti. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue accogliendo, in questi giorni, i ricorsi presentati dalla Commissione europea contro i tre Stati membri che, prima, nel 2015, hanno votato la misura delle quote che doveva sostenere i Paesi più esposti agli straordinari flussi provenienti dalla rotta balcanica, e, poi, non hanno mai aperto le frontiere alle poche decine di migranti assegnati a ciascun Paese. L'annosa querelle è emblematica della scelta di questi Paesi di arroccarsi – in altri casi anche con la Slovacchia – su posizioni fortemente polemiche nei confronti delle scelte di unità che l'Europa è chiamata a fare. E' il cosiddetto fronte di Visegràd, dal nome della cittadina ungherese nella provincia di Pest che ha ospitato il primo vertice di “ribellione” dell'Est europeo. Un fronte che non va dimenticato parlando sempre di braccio di ferro tra Nord e Sud d’Europa.

04-04-2020
Autore: FAUSTA SPERANZA
Giornalista e Scrittrice

Fausta Speranza

Difesa della salute pubblica e solidarietà come priorità: si gioca su questi termini la scommessa dell'Ue di fronte alla pandemia da coronavirus. Da più parti si sente parlare di un'Europa “debole” e “egoista”. Si parla di una barca alla deriva e si moltiplicano le voci di chi vorrebbe scendere da quella imbarcazione. A ben guardare, difficilmente si trovano altrove le stesse basi giuridiche chiaramente espresse proprio a favore dei cittadini, che costituiscono le fondamenta della costruzione europea.

29-03-2020
Autore: Fausta Speranza
Giornalista e Scrittrice

EMILIA SANNINO

La crisi legata al contagio da COVID-19 porta con sé gravi conseguenze, la cui diffusa mancanza di fiducia nelle istituzioni acuisce. Come possiamo mettere a frutto le nostre conoscenze scientifiche e le collaborazioni internazionali per cercare di ridurre gli effetti nefasti di questa emergenza?

23-03-2020
Autore: EMILIA SANNINO
Project Manager - Università degli Studi di Torino Consigliere di amministrazione - Fondazione ECM

di Gianni Lattanzio

“Legado italiano” (Eredità italiana) è il film vincitore del premio assegnato dalla Sede RAI di Trento al “miglior documentario di attualità”, in occasione della 69a edizione del “Trento Film Festival – Montagne e cultura”, che si è svolta dal 30 aprile al 9 maggio. Il film, realizzato nel 2020, prende spunto dall’emigrazione italiana in Brasile, uno dei più grandi flussi migratori di sempre e si concentra in particolare sull’epopea dei discendenti degli emigranti partiti dal Trentino e dal Veneto negli ultimi decenni del 1800 e arrivati nella Serra Gaucha, regione montuosa del Rio Grande do Sul, lo stato più meridionale del Brasile, dove hanno introdotto la viticoltura.

«Il film è un guanto bianco da un lato e nero sul rovescio” si legge nella motivazione redatta dalla giuria del Premio RAI, composta da Sergio Pezzola (Direttore della Sede RAI di Trento), Waimer Walter Perinelli (giornalista) e Giorgio Balducci (Programmista Regista).

12-05-2021

di Gianni Lattanzio

 Cresce il numero di italiani nel mondo e aumentano le sfide e le opportunità. Il rapporto dell’ISTAT pubblicato a dicembre 2019 ha evidenziato una ripresa della emigrazione nei vari continenti e, allo stesso tempo, un calo dell’immigrazione.

Precisamente, nel 2018 sono stati 117.000 i connazionali trasferiti all’estero alla ricerca di un lavoro, con un incremento rispetto all'anno precedente di ben l'1,9 per cento. Si consideri che la Circoscrizione Estera ha raggiunto quasi sei milioni di iscritti al registro AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Si tratta di un numero equivalente ai cittadini di una grande regione come il Lazio o il Piemonte. Sono dati sintomatici dello stato di salute del Paese: se recentemente emigravano soprattutto giovani ad elevato know-how, attualmente si registra un aumento delle partenze anche di lavoratori meno qualificati. Il fenomeno richiede riflessioni urgenti.

15-10-2020
Autore: Gianni Lattanzio
Segretario Generale Istituto Cooperazione Paesi Esteri (ICPE)

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