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L'Italia e il Mondo

di Gianni Lattanzio

L’operazione militare congiunta lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran segna un punto di svolta nella lunga crisi tra Washington, Tel Aviv e Teheran. Ai raid contro infrastrutture militari e siti legati al programma missilistico e nucleare si somma oggi un possibile vuoto di leadership al vertice della Repubblica islamica, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Donald Trump hanno lasciato intendere che Ali Khamenei potrebbe essere rimasto ucciso nei bombardamenti, mentre fonti ufficiali di Teheran parlano di “guerra psicologica” e ne smentiscono la morte.

28-02-2026
Autore: Gianni Lattanzio
Direttore editoriale di Meridianoitalia

di Mario Catini

Nel lessico ufficiale non è mai “guerra”. È “risposta proporzionata”, “deterrenza”, “operazione mirata”, “difesa della stabilità”. Le parole sono il primo fronte: servono a contenere la paura, a tenere insieme le alleanze, a proteggere la reputazione. E soprattutto servono a far passare un messaggio politico semplice: noi non aggrediamo, reagiamo. Questa è una vecchia arte imperiale. Roma la praticava con un rigore quasi liturgico; gli Stati Uniti la esercitano con un apparato comunicativo e diplomatico infinitamente più complesso, ma animato da una logica simile: la superpotenza non può permettersi di apparire come un aggressore unilaterale, perché l’egemonia moderna vive anche di consenso, non solo di forza.

28-02-2026
Autore: Mario Catini 
MC Advisor

di Paolo Balduzzi

Fino a pochi anni fa, in gran parte dell’opinione pubblica dei paesi europei, l’espressione economia di guerra era relegata ai dibattitisulla storia economica del secolo scorso o, in alternativa, utilizzata come una metafora per altri eventi. Gli effetti del covid, per esempio, ole conseguenze della Grande recessione (2009-2013), furono infatti descritti da numerosi commentatori e giornalisti come simili a quelli di una guerra.

25-02-2026
Autore: Paolo Balduzzi
Docente di Economia pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

di Giandiego Carastro

Debitori delle tradizioni orientali, sappiamo da tempo che crisi” è rischio mortale, ma anche occasione di rinascita. Le accelerazioni che provengono dagli Usa sono drastiche, nervose, nerborute. Sono scossoni che pongono lEuropa in crisi. Ma anche in grado di ridirsi una identità e ridarsi un orizzonte.

28-01-2026
Autore: Giandiego Carastro
Facilitatore SIndacale

di Ranieri de Ferrante

Minneapolis è una tragedia in corso, interamente man-made.Sparatorie, proteste, presenza federale e repressione compongono una spirale che non è frutto dell’inevitabilità, ma di una strategia. Nella nuova destra americana, la libertà smette di essere un valore e diventa una colpa. Trump interpreta il conflitto come un bullo: una prova di forza continua, dove la de-escalation equivale alla sconfitta. Vance, invece,

28-01-2026
Autore: Ranieri de Ferrante
Ranieri de Ferrante è un Fulbright Fellow, ed attualmente si occupa di Ambiente. Nel passato ha operato nella Farmaceutica, Consulenza (McKnsey), Informatica, Energia e Difesa, coprendo posizioni come Presidente, ABB, Central Eastern Europe e Co – CEO, Alenia Marconi Systems.
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