di Gianni Lattanzio
Preambolo
In un tornante della storia pieno di scosse — dai droni russi sul cielo polacco alla guerra in Medio Oriente — lo Stato dell’Unione 2025 diventa il banco di prova della maturità europea: sicurezza, autonomia strategica e coesione politica non sono più dossier separati, ma l’unico cantiere che deciderà il peso dell’Europa nel mondo.
Leggi tutto: Lo Stato dell'Unione e la complessità della geopolitica mondiale
di Klarida Rrapaj
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una serie di summit internazionali che hanno catturato l’attenzione mediatica, dall’incontro fra Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage fino ai vertici tra Russia e India, passando per colloqui dedicati ai grandi dossier internazionali come Siria e Afghanistan. Tutti eventi che, pur con contesti diversi, hanno mostrato un tratto comune, la forza del rituale e del simbolo spesso prevale sulla sostanza degli accordi.
Leggi tutto: Diplomazia dei simboli e il silenzio delle vittime
di Gianni Lattanzio
Il 15 agosto 2025 si è svolto ad Anchorage, in Alaska, un incontro che avrebbe potuto cambiare le sorti della geopolitica mondiale. Donald Trump e Vladimir Putin, due figure politiche di grande rilievo, si sono incontrati in un vertice che ha attirato l'attenzione globale. L’obiettivo dichiarato era quello di discutere del conflitto in Ucraina e di esplorare le possibilità di un cessate il fuoco. Ma cosa è avvenuto realmente dietro le porte chiuse?
Leggi tutto: Il vertice Trump-Putin in Alaska: ghiaccio bollente!
di Alfredo Battisti
«In Illo uno unum». In Lui siamo uno.
Quando venne pubblicato il motto di Papa Leone XIV, oltre il fascino della retorica, quelle parole tratte da Agostino mi colpirono per una nebulosità dietro cui intuivo un pozzo di senso. È solo a Tor Vergata, durante la veglia del Giubileo dei giovani, che quel velo di mistero si è squarciato e quella verità si è manifestata in tutta la sua meraviglia. Come una rivelazione, facendo sussultare il cuore e irrigando il sorriso con lacrime di gioia.
Leggi tutto: Una voce dal Giubileo: fucina di fratellanza, bottega di pace
di Ranieri de Ferrante
Israele è fortemente criticata per le sue azioni a Gaza, e si parla di Genocidio. Dimenticando che Hamas è stata liberamente eletta dagli elettori Gazawi, che Hamas ha impedito lo sviluppo economico della striscia usando i Fondi internazionali per costruire tunnel, e che Hamas a avviato le ostilità con i massacri del 7 ottobre. Israele è – giustamente – in guerra con la Striscia (di cui Hamas è il governo) e non fa niente che non sia in linea con consolidate consuetudini belliche, che includono usare le sofferenze della popolazione civile per forzare la resa. Anzi, si comporta con grande moderazione. E non può interrompere la pressione fino ad aver chiuso una partita che solo la crudele ostinazione dei leader di Hamas, sicuri nei loro rifugi all’estero, mantiene aperta.
Leggi tutto: C’è che fa sembrare Hitler un gentiluomo