L'Italia e il Mondo

La rischiosa contesa con la Russia sull’Ucraina (e non solo)

di DAMORPAL

Mentre scriviamo, il mondo continua la sua marcia, sia lottando contro l’inflazione, sia festeggiando l’ennesima annunciata fine del COVID: e sembra quasi indifferente al rischio di una guerra, che di fatto metterebbe l’una contro l’altra la Russia e l’Europa. Anche se nessuno sa esattamente quello che potrà accadere domani, la stampa e le cancellerie occidentali evocano la necessità di resistere alle minacce di Mosca, e citano due celebri episodi di tempi lontani, come la crisi dei missili di Cuba e l’infame accordo di Monaco, che aprì la strada alla Seconda Guerra Mondiale.

Ma in questa unanimità, di per sé un po’ sospetta, si scoprono due omissioni: la prima, che i negoziati per evitare la guerra sono condotti – con ben poche consultazioni – soltanto da quattro uomini, Biden, Putin, Scholz e Macron; e la seconda, che, diversamente dai tedeschi nel 1938, la Russia questa volta non manca di buone ragioni, che varrebbe la pena ascoltare. 

14-02-2022
Autore: DAMORPAL
Ex diplomatico e incaricato di corsi all’Università statale di Milano

Alcune famiglie hanno lasciato l’Italia che li ha salvati dai talebani. Perché?

di Elisabetta Trenta

L’accoglienza in Italia degli ex collaboratori Afghani sta rivelando tutti i limiti del sistema di italiano. Eppure una buona accoglienza è indispensabile per consentire l'integrazione. Per gli Afghani sarebbe stato preferibile varare un programma speciale.

 Li abbiamo salvati dalla rabbia dei talebani, abbiamo avviato una missione militare, Aquila Omnia, per andare a prenderli in quei giorni tremendi di agosto. Dice il sito del Ministero: “La Difesa ha impiegato tutte le risorse disponibili per mettere in sicurezza più persone possibili. Sono state evacuate 5.011 persone di cui 4.890 cittadini afghani grazie ad Aquila Omnia, tra di loro 1.301 donne e 1.453 bambini.”

Abbiamo visto gli uomini delle nostre forze speciali che portavano in salvo bambini e intere famiglie facendoli salire su un aereo militare per portarli via da morte quasi sicura.

25-01-2022
Autore: Elisabetta Trenta
Professore straordinario Università Link Campus
Già Ministro della Difesa

di Franco Danieli

 Il ruolo del Presidente della Repubblica ha avuto nel corso della storia nazionale una evidente evoluzione nel suo esercizio: dal dopoguerra fino alla crisi della cosiddetta “prima Repubblica” - con partiti di massa, forti e radicati - è stato, di fatto, un potere notarile garante degli equilibri decisi dalla politica. Dal 1992 in poi con la dissoluzione del blocco sovietico e con “tangentopoli” si è verificata la destrutturazione ideologica e materiale delle tradizionali forze politiche e l’affermazione di nuove e frammentate forme di aggregazione partitica e movimentistica, in questa situazione il Presidente della Repubblica ha assunto un nuovo protagonismo; non poteva più essere la figura super partes che osservava il frenetico cambio di governi pur nella stabilità della collocazione geopolitica filo-atlantica ed europeista, ma diventa un player attivo per orientare la soluzione di complesse crisi sistemiche.

Nei momenti di maggiore criticità, nel corso degli ultimi decenni, i Presidenti hanno fatto ricorso a figure estranee al mondo dei partiti e in grado di rassicurare prioritariamente partner internazionali e mercati finanziari.

Infatti alla debolezza della politica, in cerca di nuove identità e collocazioni, si sommavano le crisi economiche e la montagna del debito pubblico; lo spettro del default si è più volte manifestato, anche se, sotto l’effetto “Dunning-Kruger”, l’arroganza dell’ignoranza dei tanti leader incompetenti spargeva tranquillità sulla solvibilità dell’Italia sul presupposto “too big to fail”.

22-01-2022
Autore: Franco Danieli
Già Viceministro degli Affari Esteri

di  Giuseppe Morabito

Scrivere in queste ore e fare un’ipotesi su quello che potrebbe accadere al confine russo -ucraino è complesso ma escluderei da subito un conflitto armato.Nell'incontro di oggi, a Ginevra, tra il Segretario di Stato americano Blinken ed il suo omologo russo Lavrov, gli Usa e gli altri alleati occidentali hanno chiesto a Mosca di ritirare le truppe schierate sul confine, mentre la Russia chiede alcune garanzie di sicurezza e sia di fermare l’espansione ad est dell'Alleanza, compresa un’ulteriore assistenza militare americana all’Ucraina, sia il ritiro delle truppe NATO dalla Bulgaria e dalla Romania.

A partire da lunedì prossimo è attesa una comunicazione scritta da Washington nella quale si darà risposta alle richieste avanzate da Mosca per arrivare a una de-escalation. Oggi Lavrov ha dichiarato: “Vorrei ripetere ancora una volta alla fine dell’incontro che abbiamo concordato che la settimana prossima gli Stati Uniti presenteranno risposte scritte a tutte le nostre proposte” aggiungendo di essere “d’accordo sul fatto che un dialogo ragionevole sia necessario” affinché si “calmi la tensione” attorno all’Ucraina e che quelli di Ginevra “non sono la fine del nostro dialogo”.

21-01-2022
Autore: Giuseppe Morabito
Membro del Direttorio della NATO Defence College Foundation

Ma il rischio per il clima mondiale continua

di Giuseppe Morabito*

Focus sul principale “evento climatico” del Medio Oriente, con l’organizzazione della Settimana della sostenibilità 2022 di Abu Dhabi (ADSW). Nella regione al centro di produzione mondiale di idrocarburi, migliaia di delegati, sia di persona sia virtualmente, si riuniranno per discutere e esporre le ultime teorie, a livello mondiale, in merito a come risolvere il problema globale del cambiamento climatico, come promuovere al meglio l'innovazione verde e come migliorare le pratiche sostenibili dal punto di vista ambientale.

Eventi come questo, che si svolgerà dal 15 al 19 gennaio, consentono agli attori nei mondi degli affari, politica, diplomazia, di capire come si inserisce la loro specifica area di interessi in un quadro più ampio a livello internazionale. Per gli esperti e gli organizzatori c’è bisogno che tutte le aree della società siano orientate verso la sfida del cambiamento climatico e opportunità come questa siano di promozione alla condivisione delle conoscenze necessaria per rendere realtà la sfida stessa e non un miraggio la riduzione dell’utilizzo dell’inquinante fossile per produrre energia.

14-01-2022
Autore: Giuseppe Morabito
Membro del Direttorio della NATO Defence College Foundation

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