L'Italia e il Mondo

di Francesco Tufarelli

 Il 2020 e con lui il COVID hanno portato via uno degli ultimi grandi protagonisti della storia europea del ‘900.

Il Presidente Valery Giscard D’Estaing è stato sicuramente l’artefice di una grande rivoluzione liberale nella sua Francia e durante la presidenza ha avuto modo di sperimentare soluzioni innovative, che molto hanno contribuito allo sviluppo del Paese.

Immagino che tanti, in queste ore, ripercorreranno la sua storia e le sue opere facendo riferimento principalmente alla politica nazionale.

Da parte mia preferisco dedicare un ricordo all’ultima parte della vita di Valery Giscard D’Estaing e nello specifico ai suoi ultimi vent’anni, in cui è stato chiamato a realizzare la migliore sintesi fra la “Grandeur” francese di cui era massimo assertore e il sogno europeo che rischiava di naufragare dopo i disastrosi risultati dei Consigli europei del 2000 e del 2001 (Nizza e Laeken).

L’ancora di salvezza per la nuova Europa fu individuata nella Convenzione Europea e proprio all’anziano Presidente fu affidato l’onore e l’onere di presiedere questo peculiare consesso, coadiuvato da due importanti e autorevoli leader europei Giuliano Amato e Jean-Luc Dehaene.

04-12-2020
Autore: Francesco Tufarelli
Presidente Centro Studi La Parabola
Docente Scienza dell’Amministrazione - Università Guglielmo Marconi

di Gianpiero Ruggiero

Dal 1° dicembre l’Italia ha assunto la presidenza di turno del G20, ereditandola dall’Arabia Saudita. Gli sforzi maggiori giunti finora da Riad sono stati profusi nel dare una risposta unita e globale alla pandemia da Covid-19. Finora i Paesi del G20 sono riusciti a mettere in campo 21 miliardi di dollari per lo sviluppo di vaccini e la distribuzione di strumenti diagnostici e terapie efficaci. Sono state adottare, inoltre, misure straordinarie per sostenere l’economia globale, con iniezioni di liquidità e aderendo all’Iniziativa di Sospensione del Servizio del Debito in favore dei Paesi più vulnerabili.

Ma il sostegno a tali Paesi non potrà limitarsi a sostegni di natura esclusivamente economica. La sfida che attende il nostro Governo sarà quella di impegnarsi per una immunizzazione di massa, che va considerata come un bene pubblico, con l’obiettivo di farsi trovare pronti a una distribuzione vaccinale in tutto il mondo.

04-12-2020
Autore: Gianpiero Ruggiero
Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR

di Edith Pichler

Diversamente dalla Germania Occidentale, che aveva approfittato del  “Piano Marshall”, la Repubblica Democratica Tedesca aveva dovuto adempiere a delle riparazioni di guerra nei confronti dell´Unione Sovietica che voleva dire smantellamento  dell´industria e di diverse  infrastrutture come binari ferroviari, etc.  

Inoltre, nelle regioni industrialmente sviluppate come la  Sassonia, la  Turingia e la Sassonia-Analtina  aziende importanti  come  la Zeiss, la  Jenaoptik,  o le fabbriche di automobili di  Zwickau e  Eisenach (Audi), trasferirono la loro produzione nella Germania Occidentale. Ciò nonostante, per via della tradizione industriale delle sue regioni e della presenza di manodopera qualificata, la Repubblica Democratica Tedesca   divenne, nell´ambito dei Paesi del COMECON, uno dei Paesi economicamente piú sviluppati, anche se fino alla caduta del Muro ci fu sempre il problema dell´approvvigionamento della popolazione con beni di consumo quotidiani.

08-10-2020
Autore: Edith Pichler
Centre for Citizenship
Social Pluralism and Religious Diversity
University of Potsdam

 di Francesco Tufarelli

L’estate del 2020 e la fase post pandemia stanno regalando una incredibile notorietà ad un organo che, fino a pochissimi giorni fa, era conosciuto solo ai super tecnici delle “euro questioni”.

Il CIAE, questo sconosciuto, è divenuto improvvisamente il luogo centrale di elaborazione dei progetti per il “next generation plan”.

Infatti, esaurita la campagna di Bruxelles, trionfalmente condotta dal Presidente Conte e acquisiti i 209 mld di euro, fra prestiti e contributi, la questione su chi si dovesse occupare di tutto ciò è divenuta centrale.

03-08-2020
Autore: Francesco Tufarelli
Presidente Centro Studi La Parabola
Docente Scienza dell’Amministrazione - Università Guglielmo Marconi

L'accordo storico per la ripresa economica, sociale e sanitaria concluso dai leader europei deve ora essere messo in atto dai singoli Stati membri

di Luca Jahier

Dopo ben cinque giorni e quattro notti di ardui negoziati, il 21 luglio scorso l'Unione Europea ha concluso un accordo sulla ripresa dalla crisi provocata dalla pandemia del Coronavirus.

Si tratta di una decisione senza precedenti per dimensioni, contenuto ed elementi innovativi. Oggi, alla luce della resilienza dimostrata, l'Europa è più forte che mai.

In meno di cinque mesi, l'UE ha presentato un ventaglio di misure ambiziose che, se verranno applicate correttamente, potranno davvero aprire la strada ad una ripresa e ad un rilancio dell'Europa.  Il volume complessivo frutto dell'accordo del 21 luglio ammonta oggi a 1800 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i fondi che scaturiscono da decisioni già adottate nell'ultimo mese, nel quadro della risposta dell'UE alla crisi si arriva quindi ad un totale di 7000 miliardi di euro.

30-07-2020
Autore: Luca JAHIER
Presidente del Comitato economico e sociale europeo

Questo sito utilizza cookie tecnici, google analytics e di terze parti. Proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo dei cookie. Se rifiuterai, nel tuo pieno diritto secondo la norma GDRP, la tua navigazione continuerà all'esterno del sito, Buon Navigazione Meridianoitalia.tv