Politica

Dai rapporti tra Stato e Chiesa alle nuove sfide per la democrazia

Maurizio Gentilini 

Il recente e duro confronto intercorso tra Governo nazionale e Conferenza episcopale  italiana a proposito della riapertura al culto delle chiese ha portato sotto i riflettori il tema della complessità e delicatezza dei rapporti tra Stato e Chiesa, la cui regolamentazione – anche a livello costituzionale – è profondamente dipendente dal contenuto dei Patti lateranensi del 1929.

03-05-2020
Autore: Maurizio Gentilini
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

Gian Diego Carastro

La buona partecipazione è un diritto ed un dovere di ogni persona che abbia a cuore il bene comune. Soprattutto in tempi di emergenza sanitaria da coronavirus, è importante non dimenticare che la nostra democrazia repubblicana si basa sulla qualità della partecipazione dei cittadini. Queste settimane di clausura forzata possono spingerci a tornare con il cuore alla questione di come dare nuova linfa alla convivenza sociale, pacifica, generativa di cambiamenti, attenta a chi rischia di rimanere indietro, alla tutela dell’ecosistema.

23-03-2020
Autore: Gian Diego Carastro
PH.D. Membro di Argomenti2000 Senigallia

 di  Nicola Mattoscio

Mai come quest’anno le celebrazioni del 25 aprile si riflettono nella vita delle nostre istituzioni democratiche, in quelle sociali e nella costruzione del discorso pubblico. Alle origini ci sono l’aggressione russa all’Ucraina e le sua imprevista Resistenza militare e di popolo, nonché una rapida ridefinizione della geografia economica e politica del mondo. Non mancano le polemiche, in particolare sul ruolo del nostro Paese nell’invio delle armi ad un Paese invaso e sul modo di intendere la difesa e il ripristino della pace.

Non si deve dimenticare, comunque, che divisioni, discussioni, entusiasmi e ritrosie hanno sempre accompagnato la celebrazione, fin dalla sua prima volta avvenuta nel 1946 su iniziativa di Giorgio Amendola e proposta di Alcide De Gasperi. Infatti, si dovette pazientare fino al 1950 per vedere la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, a cominciare dalla figura del Presidente della Repubblica, che in quel caso fu Luigi Einaudi. Solo allora si legittimò con pienezza la proclamazione dell’insurrezione nazionale  da parte del Cln nella enfatizzazione mitologica fondativa della nuova democrazia italiana. Le parole del decreto luogotenenziale non lasciano dubbi: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile del 1946 è dichiarato festa nazionale», mentre bisogna aspettare la legge del 1949 in materia di ricorrenze festive per la sua istituzionalizzazione.

25-04-2022
Autore: Nicola Mattoscio
Presidente ANRP
Professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Chieti – Pescara

di Anna Palermo 

Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia

Il disegno di legge "Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia” meglio conosciuto come Family Act, approvato in Senato il 6 aprile con 193 sì, 10 no e 15 astenuti, è oramai legge.

Un provvedimento che, con i suoi 9 articoli, si pone l’obiettivo di sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, promuovere l'autonomia dei giovani e l’armonizzazione tra lavoro e famiglia.

La legge approvata impegna l'esecutivo a realizzare una serie di decreti attuativi per riformare i congedi parentali, con l’estensione a tutte le categorie professionali e congedi di paternità obbligatori e strutturali; introdurre incentivi al lavoro femminile, dalle detrazioni per i servizi di cura alla promozione del lavoro flessibile; assicurare il protagonismo dei giovani under 35, promuovendo la loro autonomia finanziaria con un sostegno per le spese universitarie e per l’affitto della prima casa.

25-04-2022
Autore: Anna Palermo 
Giornalista

di Bruno Acconciaioco

“Ogni giudice e ogni pubblico ministero incontreranno, nella loro lunga carriera, migliaia di cittadini: come imputati, come parti offese, come testimoni, come attori o convenuti. Naturalmente non ricorderanno quasi nessuno di queste persone.

Ma ciascuna di queste persone ricorderà quell’incontro come una esperienza esistenziale indimenticabile. Indipendentemente dal fatto che abbia avuto torto o ragione, ricorderà e giudicherà il suo giudice, ne valuterà l’equilibrio o l’arroganza, il rispetto o il disprezzo per la persona, la capacità di ascoltare le sue ragioni oppure l’ottusità burocratica, l’imparzialità oppure il pregiudizio, il senso di umanità oppure l’inerzia e l’insensibilità.
Ricorderà, soprattutto, se quel giudice gli ha fatto paura o gli ha suscitato fiducia.

Solo in questo secondo caso ne avvertirà e ne difenderà l’indipendenza come una sua garanzia, cioè come una garanzia dei suoi diritti di cittadino. Altrimenti, possiamo essere certi, egli avvertirà quell’indipendenza come il privilegio di un potere odioso e terribile” (cit. da Luigi Ferrajoli)

09-04-2022
Autore: Bruno Acconciaioco

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