Padre riformatore dell'Unione: una vita per l’Europa
di Mario Nardicchia
Conobbi Altiero Spinelli agli inizi del 1984 a Roma, nei pressi del Parlamento. Era nato nella Capitale il 31 agosto 1907 da una famiglia di buone condizioni economiche e culturali. Ancora giovane, aderì al Partito e diventò comunista («come si diventa prete, per un ideale necessario»-ripeteva spesso) e fu vicino ad Antonio Gramsci, cosa che gli procurò una condanna emessa dal tribunale speciale fascista a ben 16 anni di reclusione e di confino trascorsi per la maggior parte nei penitenziari sulle isole di Ponza e di Ventotene. La riflessione e lo studio in carcere lo portarono a troncare con l’ortodossia del PCI ed a pensare sempre più ad una federazione degli Stati europei.
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Dai rapporti tra Stato e Chiesa alle nuove sfide per la democrazia
Maurizio Gentilini
Leggi tutto: Cambi di Paradigma
Gian Diego Carastro
La buona partecipazione è un diritto ed un dovere di ogni persona che abbia a cuore il bene comune. Soprattutto in tempi di emergenza sanitaria da coronavirus, è importante non dimenticare che la nostra democrazia repubblicana si basa sulla qualità della partecipazione dei cittadini. Queste settimane di clausura forzata possono spingerci a tornare con il cuore alla questione di come dare nuova linfa alla convivenza sociale, pacifica, generativa di cambiamenti, attenta a chi rischia di rimanere indietro, alla tutela dell’ecosistema.
Leggi tutto: Appello per il nostro impegno verso percorsi partecipativi innovativi e di qualità!
di Romina Cacciatore
Negli ultimi anni, il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis ha rappresentato, per molti piccoli comuni italiani, non soltanto una questione amministrativa o identitaria, ma anche un fenomeno con effetti economici concreti sul territorio. In particolare, nel Sud Italia — Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Abruzzo e numerosi borghi soggetti a spopolamento progressivo — l’arrivo di italo-discendenti provenienti dall’estero ha contribuito alla riattivazione di microeconomie locali, spesso caratterizzate da fragilità strutturali e riduzione demografica.
di Salvatore Donato
Lavoro con dati da fonti aperte da anni, e nel tempo ho imparato a guardare le cose obliquamente. Non l'evento in sé, ma quello che lo precede. Non la crisi conclamata, ma i segnali che nessuno ha collegato prima che esplodesse. Quel che ho capito è che le informazioni necessarie, quasi sempre, esistono già. Sono accessibili, sono persino osservate da qualcuno. Il problema non è trovarle. È che nessuno le sta leggendo insieme.
Leggi tutto: Un'AI italiana a supporto della Strategia di Sicurezza Nazionale