Politica

Gian Diego Carastro

La buona partecipazione è un diritto ed un dovere di ogni persona che abbia a cuore il bene comune. Soprattutto in tempi di emergenza sanitaria da coronavirus, è importante non dimenticare che la nostra democrazia repubblicana si basa sulla qualità della partecipazione dei cittadini. Queste settimane di clausura forzata possono spingerci a tornare con il cuore alla questione di come dare nuova linfa alla convivenza sociale, pacifica, generativa di cambiamenti, attenta a chi rischia di rimanere indietro, alla tutela dell’ecosistema.

23-03-2020
Autore: Gian Diego Carastro
PH.D. Membro di Argomenti2000 Senigallia

di Ernesto Preziosi
È sotto gli occhi di tutti la crisi che la pratica democratica sta vivendo. Una crisi che ha radici lontane e che oggi viene incorniciata dalla pandemia e dalla sua capacità di accelerare processi e svelare con duro realismo la fragilità di strutture e prassi. A fronte di una situazione di disagio e di un malessere diffuso, le difficoltà della democrazia rischiano di aprire la strada a derive populiste, ad una protesta demagogica e violenta, così come abbiamo visto nell’assalto a Capitol Hill: strade da cui non è facile tornare indietro.

Anche la crisi che si è aperta in queste ore nel nostro Paese, mostra i segni di una personalizzazione della politica, in un quadro deteriorato da molteplici fattori. Pesano sull’oggi il ritardo di riforme necessarie, a lungo attese e mai realizzate, le difficoltà di una maggioranza eterogenea costruita senza una convergenza programmatica e una visione comune. Un quadro nel quale resta ancora oggi senza risposta la domanda di fondo di buona politica, che non emerge da un processo di costruzione dell’azione di governo confuso e certo poco partecipato e tanto meno da una crisi della maggioranza parlamentare che manca di non solo di una ragione politica ma più ancora di una direzione.

16-01-2021
Autore: Ernesto Preziosi
Storico - Presidente di Argomenti2000

Is it war? No, solo l’effetto della notizia dello svolgimento del Consiglio supremo di Difesa tra i cospirazionisti.

di Elisabetta Trenta

Da qualche giorno ricevo messaggi allarmati di amici e conoscenti, che si rivolgono a me in qualità di ex ministro della Difesa, perché temono che il nostro Paese stia per entrare in guerra.

Entrare in guerra? Cosa mi sono persa?

articolo liberoScopro così che circolano dei video nei quali si riporta l’annuncio, comparso il 20 ottobre nella sezione “anticipazioni” del sito del Quirinale, che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per martedì 27 ottobre 2020, alle ore 17.00.

27-10-2020
Autore: Elisabetta Trenta
Professore straordinario Università Link Campus
Già Ministro della Difesa

di Alfredo Battisti

Il 20-21 settembre gli Italiani saranno chiamati alle urne per confermare o meno la legge costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Una riforma controversa portata avanti strenuamente dal Movimento 5 Stelle e che solo nell’ultima votazione alla Camera ha incassato il sostegno di tutti i gruppi parlamentari -anche quelli che nelle tre precedenti votazioni l’avevano osteggiata-.

04-09-2020
Autore: Alfredo Battisti
Studente universitario

di Paolo Balduzzi

Tra poche settimane, il 20 e 21 settembre, si terrà il quarto referendum costituzionale della storia repubblicana, per confermare o meno il taglio di circa 350 parlamentari tra Camera e Senato.

Solo il primo di questi referendum, quello che nel 2001 cambiò radicalmente e non senza criticità i rapporti tra stato, regioni ed enti locali, ottenne l’approvazione necessaria alla sua promulgazione; al contrario, i due successivi, quello del 2006 e più recentemente quello del 2016, vennero bocciati dal corpo elettorale. I fronti del sì e del No sono sempre più attivi e il dibattito scaturito piuttosto interessante: ma per chi voglia farsi una posizione è difficile uscirne in maniera convinta. Forse perché la prospettiva è sbagliata: invece che chiedersi infatti se sia meglio votare Sì o votare No, vale forse la pena di concentrarsi solo su come gestire le conseguenze dei due esiti.

01-09-2020
Autore: Paolo Balduzzi
Docente di Economia pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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