di Ciro Maddaloni,
La riforma del titolo V della Costituzione, approvata nel 2001, in seguito al risultato del referendum costituzionale tenutosi il 7 ottobre (2001), ha ampliato l'autonomia delle regioni e degli altri enti locali, conferendo loro nuove competenze e risorse.
Questo ha comportato un aumento delle spese pubbliche a carico degli enti locali, che hanno dovuto ricorrere al debito, per poter finanziare le nuove competenze loro assegnate in materia di istruzione, sanità, trasporti e infrastrutture.
Leggi tutto: Perché il regionalismo, in Italia, non ha funzionato?
di Gianni Lattanzio
Giovanni Bianchi, scomparso il 24 luglio 2017, è stato un esempio concreto di cristianesimo vissuto nella società. Figlio di Sesto San Giovanni, ha incarnato un modo di essere cristiano in cui la fede si intreccia con l'impegno pubblico e la responsabilità civile.
Giovanni Bianchi ha attraversato la storia italiana del secondo Novecento lasciando un segno profondo sia come intellettuale che come uomo di azione, il suo percorso si è nutrito della fede cristiana intrecciata con la responsabilità civile. Spirito riflessivo ma sempre presente nella realtà concreta, ha portato avanti l’idea che il cristiano debba essere protagonista nella città dell’uomo, non spettatore.
Leggi tutto: Giovanni Bianchi: un uomo, un intellettuale, un politico alla ricerca della Verità
di Andrea Cucci
Nel cuore pulsante della sinistra moderna vive un paradosso antico quanto la democrazia stessa: quello di una forza politica eternamente sospesa tra l'utopia del possibile e la tirannia del pragmatico. È una tensione che attraversa le generazioni come una corrente elettrica, caricando di energia ogni dibattito, ogni scelta, ogni momento di verità.
Leggi tutto: Governare la complessità: il percorso obbligato di una sinistra ambiziosa
Cosa ci unisce?
In questi ultimi tempi difficili abbiamo imparato come le relazioni possono essere ispirate a puri rapporti di forza e di sopraffazione. La nostra storia europea affonda invece le sue radici in una logica di fraternità ed intelligenza relazionale quando per la prima volta si è capito che la prosperità sarebbe arrivata non dalla lotta per le materie prime, ma dalla condivisione di ciò per cui (carbone e acciaio) per secoli si era combattuto. Abbiamo confermato la nostra iniziativa del 15 marzo nella mattinata che precede la manifestazione per l'Europa e ci incontreremo nella consapevolezza, ancora più forte di fare un nuovo passo avanti, insieme.
Questo primo evento parte dalla necessità di ricostruire e rigenerare legami e comunità (paradigma relazionale). Occorre al più presto capire come la libertà, l’uguaglianza ma anche il motore della fraternità possa rifondare le nostre relazioni fino a costruire soluzioni di policy in materia di salute, lavoro e transizione ecologica.
Soffriamo innanzitutto di deprivazione culturale e di carenza di fraternità. Recuperare la strada perduta della fraternità e dell’intelligenza delle relazioni a fianco dei principi di libertà ed 0emergenza climatica e povertà di senso del vivere.
Leggi tutto: L’individuo (da solo) non esiste! Insieme per scrivere le note di un nuovo spartito
di Elisabetta Trenta
La Democrazia Cristiana scenderà in piazza per ribadire che l’Europa non può più permettersi di essere una spettatrice della storia, ma deve diventare un attore forte e coeso. La manifestazione “Una Piazza per l’Europa” sarà l’occasione per riaffermare la necessità di un’Unione Europea politicamente unita, con una vera politica estera e una difesa comune.
Oggi, l’Unione appare più che mai un colosso burocratico privo di un’identità strategica, capace di decidere su regolamenti per lo più amministrativi, ma incapace di incidere sulle grandi questioni globali. Questo è esattamente il rischio che Alcide De Gasperi aveva previsto nel 1951:
“Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, noi rischiamo che questa attività europea appaia senza calore, senza vita ideale”.
Leggi tutto: La Democrazia Cristiana in Piazza per un’Europa che sappia decidere