Politica

di Paolo Balduzzi

Il 13 febbraio è nato, tra grandissime aspettative, il Governo Draghi. Si tratta del 67esimo esecutivo in 73 anni di Repubblica, il terzo in tre anni di questa XVIII legislatura. Tali aspettative si devono principalmente alle enormi personalità ed esperienza del Primo ministro, ex governatore della Banca d’Italia ed ex Presidente della Banca centrale europea (Bce).

Insieme ad un curriculum accademico e lavorativo di primo livello, questi due incarichi ne possono certificare sia le capacità tecniche sia quelle politiche. Soprattutto queste ultime si sono rivelate cruciali durante la crisi dell’euro, dieci anni fa, quando proprio il ruolo della Bce è stato ben più determinante di quello della Commissione per tenere insieme il progetto europeo.

Qualche malumore, a dire il vero, è comunque cominciato a emergere la sera di venerdì 12 febbraio, quando il presidente incaricato ha sciolto la riserva e ha comunicato i nomi dei nuovi ministri. Poche donne (8 su 23), troppi politici (e sempre gli stessi), correnti non rappresentate, pochi ministri del sud.

15-02-2021
Autore: Paolo Balduzzi
Docente di Economia pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

di Giovanni Guerisoli 

Si narra che quando Franco Marini , all'indomani della sua elezione a Presidente del Senato , avvenuta il 29 aprile 2006 , al funzionario di Palazzo Madama incaricato di curare la presentazione ufficiale del neo Presidente , alla domanda di indicare la professione , abbia risposto con convinzione” sindacalista “ e di fronte alle incertezze del funzionario abbia confermato con determinazione la sua indicazione precisando che quello del sindacalista sia uno dei mestieri piu' nobili che esistano.

Ho citato questo aneddoto perche' Marini fa parte sicuramente delle riserve nobili della nostra Repubblica e tutta la sua vita e' stata caratterizzata da un percorso di valorizzazione del lavoro in tutte le sue espressioni , fin da quando nel 1965 entra nella Federpubblici portando i lavoratori del settore a diventare protagonisti della grande stagione delle lotte sindacali del biennio 1968 1969 .

09-02-2021
Autore: Giovanni Guerisoli 
già Segretario Confederale Cisl

di Pietro Fiocchi

«Il “Sistema Italia” semplicemente non esiste! Lo si invoca da decenni e nulla abbiamo appreso dall’esperienza francese…»

Da italiano all’estero per qualche anno, bloccato sulla via di ritorno in Cina da questa pandemia, ho sempre pensato particolarmente arguti i proverbi popolari d’Oriente, uno in particolare è quello della rana in pentola che trova piacevole l’acqua tiepida, fino a che poi bolle e la uccide. 

Da noi non saprei a quanti gradi sia arrivata l’acqua, in più ci è caduta addosso un’epocale disgrazia, però in questa mia parentesi romana ho avuto il privilegio di conoscere un italiano, uno di quegli italiani che a chi tocca la condizione di “italiano all’estero”, sempre ferma la gratitudine per il Paese ospitante, rendono ancora più amaro il non poter essere un “italiano in Italia” e allo stesso tempo tengono accesa una profonda voglia di mantenere il legame con “casa”, per quanto ormai quasi “inagibile” e  pur vivendo dall’altra parte del mondo.

26-11-2020
Autore: Pietro Fiocchi
giornalista, esperantista

di Maurizio Gentilini

Nel 1974 Enzo Forcella, nel suo fortunato libro "Celebrazione di un Trentennio" dedicato all’analisi della vita politica italiana nei tre decenni precedenti, riservava un significativo spazio alla descrizione formale e iconografica del monumento ad Alcide De Gasperi eretto nel 1956 a Trento. Forcella - una delle firme più lucide e libere del giornalismo italiano del dopoguerra (scrisse per La Stampa, Il Giorno, Repubblica, diresse Radio RAI) - identificava nel complesso monumentale presso i giardini di piazza Venezia, commissionato all'artista toscano Antonio Berti dalla DC nazionale guidata da Amintore Fanfani e inaugurato in occasione del congresso del partito celebrato a Trento, un esempio non proprio esemplare di art officiel. Lo descrisse come “incredibile affastellamento di cascami stilistici e intenzioni allegoriche”, frutto di eccesso di retorica celebrativa, sideralmente lontana dall’austera sobrietà del carattere del personaggio che il monumento rappresentava. Una riflessione non banale, che può aiutare ad interrogarsi sull’attualità dell’esempio e del messaggio degasperiano applicato all’oggi, al modo di intendere la politica e l’amministrazione della cosa pubblica, alla possibilità di arginarne certe degenerazioni. Dal pensiero e dall’azione dello statista, ripercorsi senza retorica e intenti apologetici, si possono dedurre insegnamenti validissimi per il presente, ma tanto esigenti da impegnare i possibili interpreti a scelte severe e comportamenti coerenti. Le discussioni su dove De Gasperi rivolgesse il proprio sguardo – se più a destra o più a sinistra – rispetto alla propria collocazione centrista risultano oggi sterili e figlie di un tempo e di un lessico ormai superato dalla storia.

24-08-2020
Autore: Maurizio Gentilini
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

di Raffaele Scamardì

«Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fin tanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.» (Gandhi)

Ciò che è accaduto negli ultimi tre mesi della nostra vita resterà per tanti di noi come un momento spartiacque soprattutto per chi ha vissuto sulla propria pelle le più disparate difficoltà.

09-06-2020
Autore: Raffaele Scamardì
Direttore della scuola di formazione politica a Roma - Destino Comune
Fanpage @destinocomune

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