Economia

Margherita Kòsa

A causa, principalmente, della riduzione al minimo dell’attività degli uffici giudiziari, nonché della sospensione dei termini processuali, l’emergenza da coronavirus ha avuto un forte impatto anche sull’attività degli studi legali, provocandone il fermo (quasi) totale.
Le conseguenze dell’emergenza per la situazione economia della classe forense sono, quindi, devastanti.
Tanto è vero che più della metà degli avvocati ha richiesto alla Cassa di accedere al reddito di ultima istanza, cioè ai 600,00 € previsti per chi ha entrate sino a 35.000,00 € o sino a 50.000,00 € se ha subito una riduzione del fatturato di almeno 33%.
Il decreto “Cura Italia”, ha previsto inoltre, anche per i liberi professionisti iscritti alla Cassa, la possibilità di accede al bonus baby sitting, nel limite massimo di 600 euro, ma vista l’impossibilità (soprattutto per gli avvocati lombardi) di svolgere la propria attività in studio, nonché il ridursi al minimo del lavoro, molti degli avvocati hanno ritenuto più coerente di gestire loro stessi i figli. La crisi colpisce soprattutto e purtroppo i più giovani che sono già la categoria più debole.

04-05-2020
Autore: Margherita Kòsa
Avvocato del Foro di Milano

 Giovanni Guerisoli

Nell'immaginario collettivo il Primo Maggio ci richiama a P.zza San Giovanni gremita di giovani affascinati dagli artisti che si esibiscono sul palco e che aveva sostanzialmente sostituito con una unica festa i cortei e le manifestazioni di piazza che nel passato popolavano tutta la penisola.

Per noi della Cisl ha un valore particolare perche' 70 anni fa al Teatro Adriano fu fondata la confederazione con una assemblea generale , tenacemente voluta da Giulio Pastore , a cui parteciparono i delegati della LCGIL, della FIL e della UFAIL.

30-04-2020
Autore: Giovanni Guerisoli
già Segretario Confederale Cisl

Liliana Ocmin

Domani è il Primo Maggio, la Festa del Lavoro.  Un appuntamento importante che quest’anno ricade, purtroppo, in un momento particolare della storia del nostro Paese, alle prese con il contenimento dell’emergenza sanitaria dovuta al contagio da Covid-19, e con la ripartenza graduale delle attività

produttive nel segno della sicurezza. Proprio per questo CGIL CISL e UIL, anche senza i tradizionali cortei, hanno voluto celebrare questo Primo Maggio mettendo al centro, attraverso lo slogan “Il Lavoro in sicurezza per costruire il futuro”, la salute e la sicurezza del mondo del lavoro, a partire da coloro che operano nel settore sanitario, tanti operatori e tantissime operatrici, che oggi sono in prima linea nel contrastare questa terribile pandemia. Perché senza salute e senza sicurezza non c’è futuro, non c’è crescita economica, non c’è sviluppo.

30-04-2020
Autore: Liliana Ocmin
Responsabile Dipartimento Politiche Migratorie Donne Giovani e Coordinamento Nazionale Donne CISL

Gianpiero Ruggiero

Dopo il Coronavirus dovremo ripartire. Non è retorica: ormai è evidente che Covid19 rappresenta un shock mondiale, previsto, ma che ha colto tutti impreparati. E dopo questa grande crisi, occorre aver subito chiaro un piano strategico per ripartire. Ricostruire, nel breve, un tessuto economico immettendo liquidità e salvando la “cassa”. Nel medio e lungo periodo ripensando alle fondamenta dell’economia e della società del futuro. In questi giorni molto si discute del piano di ripartenza economica, ma al tempo stesso il progetto di ripresa è poco chiaro. Cosa ci salverà in questa nuova normalità da costruire? Bill Gates, uno che aveva previsto l'arrivo dell'epidemia, ha dichiarato che ci vorrà almeno un paio di anni per tornare alla normalità. Ma che vuol dire tornare alla “normalità”, quali errori non dobbiamo commettere per tornare semplicemente quelli di prima?

30-04-2020
Autore: Gianpiero Ruggiero
Esperto in processi di innovazione presso la Cabina di Regia “Benessere Italia”

Francesco M. Renne

I RISCHI PER LA SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA, LA RISPOSTA ALLA CRISI, LA DIMENSIONE EUROPEA E UNA PROPOSTA CONCRETA

Una premessa

Scrivere su “cosa fare” per far ripartire l’economia italiana a seguito dell’attuale situazione, significa tener conto anche della tenuta sociale, oltre che di quella economica, del Paese.

Diventa quindi ineludibile “prima” affrontare, nella trattazione, l’onda incrociata dovuta al sovrapporsi dell’eccesso di debito pubblico, già esistente ante crisi sanitaria scaturita dalla diffusione del Covid19, con l’incombere della (grave) recessione conseguente alle misure di contenimento, qui come altrove, adottate per cercare di salvare il maggior numero di vite umane possibile. Solo “poi”, come naturale prosecuzione del ragionamento, proporre qualsivoglia misura economica.


 

27-04-2020
Autore: Francesco M. Renne
 Commercialista; faculty member, CUOA Business School

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