Cultura

 di Andrea Cucci  

In un momento in cui le sfide della nostra società sembrano agguerrite e le tensioni si fanno sempre più palpabili, il Seminario "Il Valore della Memoria" che ho voluto organizzare con grande passione, si è rivelato una straordinaria oasi di riflessione e impegno.

Gli eventi del 7 gennaio 2024, quei saluti fascisti che hanno scosso la Comunità Ebraica, hanno risuonato come un campanello d’allarme, sollevando l’urgenza di richiamare l’attenzione sulla memoria come fondamento sul quale costruire il nostro futuro. Da qui sono scaturite una serie di riflessioni personali che mi hanno condotto attraverso un viaggio interiore tra passato e futuro.

27-01-2024
Autore: Andrea Cucci
Segretario Circolo Economy Dem

di Fausta Speranza

Negli ultimi quattro decenni le istanze pacifiste hanno dato vita a molte iniziative, ma in tanti si sono rassegnati all’ineluttabilità della guerra, vista come l’unica via per risolvere, pur dolorosamente, situazioni di ingiustizia. Eppure non solo le guerre mondiali della prima metà del Novecento, ma tutti i conflitti succedutisi dagli anni Ottanta ad oggi hanno dimostrato che la logica della violenza produce solo altra violenza, che la dinamica del riarmo innesca un meccanismo ad orologeria in cui la variabile riguarda solo il momento in cui scoppierà un’altra guerra e non la possibilità che ci sia o meno. Serve ragionare di pace. Pubblichiamo di seguito la prefazione di Fausta Speranza al libro di Alberto Zorloni «Pacifismo – Storia e analisi del caso italiano» (Infinito Edizioni)

16-01-2024
Autore: Fausta Speranza
Giornalista e Scrittrice

di  Francesco Tufarelli

E fu così che nello spazio di 24 ore l’Europa perse due alfieri. Per chi è abituato al gioco degli scacchi questa affermazione non necessita di ulteriori spiegazioni, per chi invece ne fosse a digiuno basti sapere che l’alfiere è il pezzo più divertente, più eclettico ed insieme più pericoloso della scacchiera. Capace di scatti brevi, come di ampie cavalcate, ma anche di prodigiose e tecniche retromarce. Il tutto finalizzato a proteggere il re e ovviamente a vincere la partita. Questo sono stati Wolfgang Schäuble e Jacques Delors per i loro Paesi ma ancor più per l’Unione europea.

31-12-2023
Autore: Francesco Tufarelli
Docente Scienza dell’Amministrazione - Università Guglielmo Marconi

di Rosario Sprovieri

Il calabrese Luca Vallone, è un giovane artista della modernità, scenografo e illustratore è nato nel 1982 a Lamezia Terme città composita, a ridosso del massiccio del Reventino in provincia di Catanzaro. Ed è proprio nella “città tra i due mari” che ha appreso i primi rudimenti dell’arte, frequentando da studente, il rinomato liceo Artistico I.S. "De Nobili".
Luca Vallone ha scelto l’Arte come linguaggio per la sua espressività che, poi nelle arti figurative è la qualità di mostrare, tramite gesti e atteggiamenti di volti, figure, paesaggi e opere materiche, i sentimenti e gli stati d'animo più complessi, forse; senza ombra di dubbio, l’idioma più ricco, più congeniale, più immediato e più vero. L’artista allora, proprio, attraverso un’abile sequenza di “manipolazioni creative”, pur di dar corpo all’idea: appronta, definisce e cesella sino alla perfezione ogni più piccolo dettaglio; esalta ogni minuzia visibile solo ad un occhio attento o a un vero esperto d’Arte.

01-01-2024
Autore: Rosario Sprovieri
Rosario Sprovieri - Esperto d'arte

di Pietro Fiocchi

«Il “Sistema Italia” semplicemente non esiste! Lo si invoca da decenni e nulla abbiamo appreso dall’esperienza francese…»

Da italiano all’estero per qualche anno, bloccato sulla via di ritorno in Cina da questa pandemia, ho sempre pensato particolarmente arguti i proverbi popolari d’Oriente, uno in particolare è quello della rana in pentola che trova piacevole l’acqua tiepida, fino a che poi bolle e la uccide. 

Da noi non saprei a quanti gradi sia arrivata l’acqua, in più ci è caduta addosso un’epocale disgrazia, però in questa mia parentesi romana ho avuto il privilegio di conoscere un italiano, uno di quegli italiani che a chi tocca la condizione di “italiano all’estero”, sempre ferma la gratitudine per il Paese ospitante, rendono ancora più amaro il non poter essere un “italiano in Italia” e allo stesso tempo tengono accesa una profonda voglia di mantenere il legame con “casa”, per quanto ormai quasi “inagibile” e  pur vivendo dall’altra parte del mondo.

04-12-2023
Autore: Pietro Fiocchi
giornalista, esperantista

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