RITRATTO INEDITO DI PAPA LEONE XIV NEL NUOVO LIBRO DI IGNAZIO INGRAO E PADRE GIUSEPPE PAGANO – EDIZIONI CANTAGALLI - 2025
di Emanuele Mariani
«Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
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di Angelo Bottone
Lo scorso 1 novembre, papa Leone XIV ha proclamato Dottore della Chiesa san John Henry Newman e lo ha anche nominato patrono dell’educazione cattolica.
Ma chi era questo porporato inglese la cui eredità intellettuale e spirituale ancora oggi ci parla con forza?
Fu teologo, educatore, guida spirituale, polemista e uomo di pensiero. Autore di sermoni, saggi storici e teologici, romanzi, poesie e trattati filosofici. Questa produzione riflette i molteplici ruoli da lui ricoperti. Ma più dei suoi scritti, è la sua vita stessa a interpellarci, segnata da un intenso e drammatico cammino di fede.
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di Gianni Lattanzio
L’incontro tra Papa Leone XIV e Re Carlo III, culminato nella preghiera ecumenica in Cappella Sistina, segna il gesto più rilevante tra cattolici e anglicani da cinque secoli, unendo riconciliazione, cooperazione sul creato e un chiaro messaggio di pace in un momento di ridefinizione degli equilibri globali e religiosi.
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– MOLTE LE INIZIATIVE A ROMA, PER RICORDARE IL POETA, LO SCRITTORE ED IL REGISTA - CURIOSITA’ SU UNA LOCATION DI UN SUO CELEBRE FILM.
di Emanuele Mariani
Cinquant’anni fa ci lasciava un grande della letteratura e del cinema italiano, Pier Paolo Pasolini. Sono molte, in questi giorni, le iniziative per ricordarlo e per far conoscere, in particolare alle giovani generazioni, i suoi scritti ed i suoi film.
Esattamente il prossimo 2 novembre, cadrà la ricorrenza della scomparsa di uno degli intellettuali più grandi del Novecento, indispensabile quanto divisivo: scrittore, poeta, regista, pensatore libero e combattivo, osservatore acuto della società.
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di Annalisa Libbi.
Il 7 ottobre è uscito “Occhi rossi” un libro in cui il cantautore milanese Tananai si racconta.
Per sua stessa ammissione, il libro non è un manifesto, non è una confessione ma, un modo per fermarsi e fare il punto.
Ciò che sorprende è il fatto che trascrivendo questi appunti, in una sorta di flusso di coscienza, è come se, naturalmente, Tananai, al secolo Alberto Cotta Ramusino, suggerisse un percorso che, sebbene fortemente suo, potrebbe calzare anche ad altri. Raccontando la sua storia, Tananai parte dalle radici, le prime pagine dedicate alla famiglia, la passione del papà per la chitarra, la nonna che cantava le Ninne Nanne, la sorella che gli ha fatto ascoltare la sua prima musica, il nome Tananai datogli dal nonno. Che fosse classica o da discoteca, pop o elettronica, lui, la musica, l’ascoltava ma soprattutto voleva farla. Poi, man a mano che il racconto va avanti, il punto di vista cambia e si inserisce quello della famiglia, degli amici, dei colleghi, dei musicisti, i “suoi fratelli”.