Geopolitica

di David Morante

Il deconfinamento, atteso in tutta Europa come una sorta di Godot, di Babbo Natale fuori tempo, o di Liberazione, sta finalmente arrivando. Ma il disordine che ha accompagnato la gestione, in tutti i paesi, della pandemia Covid 19, non sembra (a differenza dei contagi) diminuire. Sarà un deconfinamento al buio?

09-05-2020
Autore: David Morante
Diplomatico e docente universitario

Giuseppe Morabito

Negli ultimi anni la Cina Popolare è stata sempre più desiderosa di incrementare il commercio di armi e questo, per le sue industrie belliche, significa vendere estensivamente droni oltre alle armi di piccolo e medio calibro. Da numerosissime fonti e da prove “sul campo” è ormai certo che le armi cinesi sono utilizzate e vendute in tutto il mondo, compresa la Libia.  

26-04-2020
Autore: Giuseppe Morabito
Faculty Advisor and Senior Italian Representative presso il NATO Defense College di Roma (NDC)

Intervista di Fausta Speranza a Giuseppe Morabito

Mentre il Covid-19  mette in crisi almeno 210 Paesi e lascia intravedere una prospettiva di perdita del 3 per cento del Pil mondiale, l’Italia, primo tra gli Stati europei a vivere l’emergenza, cerca faticosamente di traghettarsi nella fase 2. Si devono ancora gestire le urgenze sanitarie, ma si deve anche pensare alle imminenti necessità dell’economia, dei lavoratori, delle imprese, cercando di evitare instabilità sociale. E sulla scena mondiale bisogna tenere la rotta. Il coronavirus, infatti, può avere ripercussioni non solo sulle economie, ma anche sulle relazioni internazionali. C’è la questione degli aiuti assicurati dagli Stati Uniti o da altri Paesi all’Italia e ad altri territori, ma ci sono anche gli equilibri geopolitici legati al prezzo del greggio. Per ragionare su questi aspetti, Fausta Speranza ha intervistato il generale Giuseppe Morabito, membro del Consiglio direttivo della Nato Defense College Foundation.

16-04-2020
Autore: Fausta Speranza 
Giornalista e Scrittrice

Giuseppe Morabito

Nello scarso o quasi nullo interesse dei media dovuto alla rilevanza assoluta del “Virus di Wuhan” e le sue tragiche conseguenze, la scorsa settimana la Macedonia del Nord è diventata ufficialmente il trentesimo membro della NATO dopo aver depositato il suo "strumento di adesione" presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Il 17 marzo, il Senato spagnolo ha ratificato il protocollo di adesione della Macedonia del Nord, diventando il ventinovesimo e ultimo stato membro della NATO a farlo. Il Senato degli Stati Uniti aveva ratificato il protocollo di adesione della Macedonia del Nord il 22 ottobre 2019. La stragrande maggioranza delle Nazioni che fanno parte dell’Alleanza ha sostenuto per molti anni l'importanza dell'adesione della Macedonia alla NATO e oggi l'adesione della Macedonia del Nord è semplicemente “molto gradita”. La presenza del piccolo stato dell’ex Jugoslavia con una popolazione pari alla metà di quella di Roma (la maggioranza di fede ortodossa con la significativa presenza di un terzo di mussulmani per lo più di etnia albanese e solo l’1% di cattolici), rafforza l'Alleanza, rafforza la stabilità regionale nei Balcani occidentali e invia un forte messaggio agli attori internazionali - come la Russia - che non hanno diritto di veto sulle decisioni degli stati membri della NATO ma hanno sempre cercato di contrastare questo “allargamento” dell’Alleanza.

05-04-2020
Autore: Giuseppe Morabito
Faculty Advisor and Senior Italian Representative presso il NATO Defense College di Roma (NDC)

Giuseppe Morabito

Continuano nonostante lo stato di allarme generale le giustificate critiche all'approccio dell'OMS verso Taiwan e la Cina. Secondo il Guardian un consulente di livello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sembrerebbe aver “lasciato correre” alla domanda di un giornalista che ha chiesto informazioni sulla risposta di Taiwan alla pandemia di coronavirus, e quindi non ha risposto ad altre domande perché aveva "già parlato della Cina". Come purtroppo noto, Taiwan è stata esclusa dalla partecipazione all'Assemblea Mondiale della Sanità dopo forti pressioni esercitate dal governo comunista cinese. 

Pechino vede Taiwan come una provincia che si è smarrita e non ha diritto al riconoscimento internazionale come entità politica separata. Le autorità comuniste vorrebbero portare l’isola sotto il loro controllo e hanno minacciato che useranno anche la forza, se necessario. Nel corso degli ultimissimi anni, il regime cinese ha aumentato la sua pressione multinazionale per convincere tutti i paesi a fare riferimento a Taiwan come parte integrante della Cina Popolare.

05-04-2020
Autore: Giuseppe Morabito
Faculty Advisor and Senior Italian Representative presso il NATO Defense College di Roma (NDC)

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