di Myriam Mazza
Nel Golfo Persico, una delle regioni più aride del pianeta, l’acqua è diventata una risorsa strategica almeno quanto petrolio e gas. Mentre l’attenzione internazionale si concentra sugli effetti dei conflitti sui mercati energetici, analisti e scienziati mettono in guardia da un rischio meno visibile ma potenzialmente più devastante: la sicurezza idrica.
Leggi tutto: Guerra e sete nel Golfo: la vulnerabilità dei “regni di acqua salata”
di Gianni Lattanzio
Per lunghi decenni abbiamo contemplato il mondo da un unico balcone privilegiato: Washington. Prima come acropoli del fronte occidentale nella guerra fredda, poi come centro di irradiazione di un ordine liberale che pretendeva di farsi orizzonte universale del pianeta. Oggi quella centralità non è venuta meno, ma si è fatta ambivalente, quasi tormentata. Gli Stati Uniti restano il perno del sistema internazionale, e tuttavia non aspirano più – o non riescono più – a sorreggerne da soli l’intera architettura. Ne scaturisce un passaggio d’epoca, in cui la guerra torna a imporsi come grammatica ordinaria della politica, mentre l’ordine e il disordine s’intrecciano in forme nuove, cangianti, inquietanti.
Leggi tutto: Gli Stati Uniti, la guerra, e il futuro dell’ordine/disordine mondiale
di Sonia Rocca
Lo Stretto di Hormuz e l’isola di Kharg sono tornati ad essere il cuore pulsante di una crisi che intreccia sicurezza marittima, equilibrio energetico globale e confronto strategico tra Stati Uniti, Iran e alleati regionali. La recente campagna di attacchi statunitensi e israeliani ha colpito duramente la flotta convenzionale di Teheran, senza però eliminare la capacità iraniana di minacciare la navigazione attraverso tattiche “asimmetriche”, basate su droni, mine navali e motoscafi veloci, in uno dei choke point più sensibili del pianeta. In questo contesto, lo Stretto di Hormuz – da cui transita circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali – è oggi al centro di un gioco ad altissimo rischio, in cui ogni incidente può tradursi in un’immediata impennata dei prezzi dell’energia con ricadute sulle economie europee e asiatiche, Italia compresa. L’isola di Kharg, considerata il “tallone d’Achille” dell’Iran per la concentrazione di terminali petroliferi e infrastrutture di export, è diventata a sua volta un obiettivo simbolico e strategico, sul quale si misura la pressione degli Stati Uniti e la capacità di deterrenza di Teheran.
Leggi tutto: Hormuz e Kharg, il cuore caldo della nuova crisi nel Golfo
di Gianni Lattanzio
In Iran si combatte oggi una doppia guerra. Quella che si vede – tra Stati Uniti, Israele e la Repubblica islamica – ha il suo fronte nei cieli di Teheran, nelle basi militari, nello stretto di Hormuz dove transita una quota decisiva del petrolio mondiale.
Leggi tutto: Iran, una guerra che non assolve il regime. E la prova di maturità per l’Europa
Intervista con Madiya Torabayeva, fondatrice e caporedattrice di Cronos.Asia
di Pietro Fiocchi
Summit politici molto costruttivi, un commercio bilaterale importante e in continua crescita, di recente è stata inaugurata nella città kazaka di Almata la “Kazakh-Italian Trade House”, l’Italia è per il Kazakistan uno dei maggiori partner commerciali e una delle più ambite mete turistiche per i suoi cittadini… crede sia arrivato il momento di dare all’Italia più spazio nei media kazaki, a parte le principali notizie di eventi bilaterali istituzionali e commerciali, con rubriche specifiche di arte, cultura e società?
Leggi tutto: Italia Kazakistan e la Diplomazia dei Media