Sabato, Settembre 26, 2020 Geopolitica

di Fausta Speranza

Non si vede l'orizzonte in Libano. La matassa politica è troppo aggrovigliata e il primo ministro designato, Mustapha Adib, rinuncia a formare il tanto atteso nuovo esecutivo che doveva traghettare il Paese fuori dall'emergenza dopo le esplosioni al porto di Beirut  e fuori dalla soffocante crisi economica e finanziaria. Adib, un diplomatico poco conosciuto in patria fino al mandato conferitogli il 31 agosto, ammette la sconfitta chiedendo “scusa al popolo libanese”.

Il punto è che, mentre la popolazione è allo stremo, la classe politica rischia di navigare a vista ancora per mesi prima che si sblocchi l'impasse che tiene in ostaggio il più piccolo Paese dell'Asia nella più strategica posizione del Vicino Oriente.

Sabato, Settembre 26, 2020 Geopolitica

di Emanuela Locci

La Turchia fa parlare di sé, sia in relazione alle dispute internazionali che la vedono contrapposta a paesi come la Grecia, la Francia e gli Emirati Arabi Uniti,  per la questione relativa alla ricerca e allo sfruttamento delle fonti energetiche presenti nel Mediterraneo Orientale, sia per le questioni di politica interna che vedono un progressivo indebolimento, almeno secondo gli ultimi sondaggi, del partito al potere, l’Akp, guidato dal presidente della repubblica Erdogan.


Sabato, Settembre 26, 2020 Esteri&Difesa

di Giuseppe Morabito

Venerdì a Parigi due persone sono rimaste gravemente ferite in un attacco a colpi d’ascia nei pressi dell'ex ufficio di Charlie Hebdo.

In Francia le forze di sicurezza stanno indagando partendo dalla ormai palese ipotesi di attacco terroristico che avviene a poco più di cinque anni da quello in cui uomini armati hanno aperto il fuoco nella redazione della, pur discutibile per contenuti, rivista satirica francese.

Venerdì, Settembre 25, 2020 Geopolitica

di Giuseppe Morabito

Dall'accordo di Dayton (Novembre 1995), i Balcani hanno rappresentato un esempio di successo in termini di costruzione della pace e stabilità. Tuttavia, le difficoltà interne ai singoli paesi, le crisi in ambito regionale/internazionale che hanno colpito i sei paesi balcanici hanno reso particolarmente difficile il percorso di integrazione. Tutto ciò è precedente al Virus di Wuhan che con i suoi effetti devastanti, ha peggiorato il quadro generale.

La presidenza dell'UE si è impegnata a proseguire i negoziati a diversi livelli con Serbia, Montenegro, Albania e Macedonia del Nord. Buona parte della regione è ancora nel “limbo” in merito alla possibile adesione alla NATO di tutti i paesi. In pratica oggi i Balcani stanno combattendo per il loro futuro. L'intreccio tra politiche interne ancora ostaggio di vecchie e nuove faziosità, economie molto fragili e tensioni sociali tendenti verso una maggiore libertà, sono comuni a tutti i paesi ma sono presenti anche peculiarità locali che necessitano di un approccio su misura. Chi conosce bene la regione si interroga su come sia possibile per le società balcaniche spezzare il ciclo di depressione politica che erode la fiducia dei popoli e spinge verso l'emigrazione e lo spopolamento, due problemi cardine della regione.

Domenica, Settembre 20, 2020 Istruzione&Ricerca

di Rosa Musto

Dal 2013 l'Italia  è in attesa  che il Parlamento ratifichi l’importante “Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società” detta  Convenzione di Faro, Trattato del 27 Ottobre 2005, aperto alla firma degli Stati membri e all’adesione dell'Unione europea e degli Stati non membri.

Nella seduta del 10 ottobre 2019 il Senato ha approvato la Convenzione di Faro passandola alla Camera dei Deputati.  L’aula di Montecitorio ha poi fatto slittare dal 3 al 23 settembre 2020 la discussione ponendola al primo posto all'ordine del giorno. 

Domenica, Settembre 20, 2020 Esteri&Difesa

di Giuseppe Morabito
Gli Stati Uniti, dopo l’importante successo della firma a Washington degli accordi diplomatici tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain stanno iniziando un’intensa attività diplomatica tesa a nominare il Qatar come un “Importante alleato non NATO”.  Uno status che offre alle nazioni straniere vantaggi nel mercato della difesa e nella cooperazione per la sicurezza con Washington.

In merito si è appreso in settimana che Timothy Lenderking, vice segretario di stato americano per gli affari del Golfo ha dichiarato durante una teleconferenza: "Stiamo andando avanti, speriamo, con la designazione del Qatar come un importante alleato non NATO".

Domenica, Settembre 20, 2020 Economia

di Gianpiero Ruggiero

Next Generation, è ora il momento delle scelte

Nel recente discorso sullo Stato dell’Unione

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Ursula von der Leyen ha fissato alcuni punti chiave per una strategia comunitaria da qui al 2030 su cui concentrarsi. Al centro delle preoccupazioni di Bruxelles ci sono sei linee di intervento:

  • European Green Deal

Fare dell’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico. Piano straordinario basato su:

  • “Giusta transizione” energetica dal punto di vista sociale;
  • Piano di investimenti per un’Europa sostenibile e trasformazione della BEI in Banca europea per il clima;
  • Tutela della biodiversità, lotta all’inquinamento e agricoltura sostenibile.
  • Un’economia al servizio delle persone
  • Un’Europa pronta per l’era digitale
  • Promozione del nostro stile di vita europeo
  • Un’Europa più forte nel mondo
  • Un nuovo slancio per la democrazia europea

Outlook

Ripensare l’Unione europea a 70 anni dalla Dichiarazione Schuman

di Fausta Speranza

Uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione, ma anche una prospettiva tutta nuova da esplorare: nel valutare le ultime stime della Commissione europea non si trova solo lo scenario cupo per l’economia, che fa seguito al dramma delle perdite umane per il Covid-19, ma anche una possibile crescita del Pil già nel 2021. Sullo sfondo c’è la possibilità di un ruolo nuovo per l’Europa, a patto che non trascuri il virus di vecchie ideologie e ribollenti nazionalismi, tenendo invece in lockdown i suoi valori.

di Francesco Tufarelli

La ricorrenza del 9 maggio, tradizionalmente la festa dell’Europa, cade quest’anno in un momento particolarmente delicato a livello europeo e internazionale.
La pandemia ha travolto la vita ed i ritmi dei cittadini, coprendo con un inquietante alone tutte le attività del vivere civile. Ai numerosi decessi intervenuti in questi sessanta giorni si aggiunge oggi lo spettro di una terribile crisi economica, di cui ancora non riusciamo bene a valutare l’entità.

di Stefano Milia

Questo 9 maggio si celebra una “Giornata dell'Europa”molto particolare. Non solo quest'anno ricorre il settantesimo anniversario della dichiarazione di Schuman, ma ci troviamo anche in una crisi globale che richiede la nostra cooperazione e solidarietà come mai prima d'ora.

di Rosa Musto

La festa dell'Europa, che gli studenti festeggiano ogni anno, rappresenta l'occasione per testimoniare nel contesto sociale quanto viene realizzato in tema di educazione alla cittadinanza europea nelle scuole. I risultati su “L'educazione alla cittadinanza a scuola” vengono costantemente monitorati e resi noti dalla Rete di informazione europea sull'istruzione Eurydice. E promuovere la cittadinanza attiva è diventato uno degli obiettivi principali dei sistemi educativi in tutta Europa.

di Elisabetta Biondi

Settanta anni fa Robert Schuman, il “padre dell’Europa”, diceva: «l'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto», per proseguire poi riferendosi non all’accezione “comune” di solidarietà, ma piuttosto ad una «solidarietà di produzione» che «in tal modo realizzata farà si che una qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile.

di Raffaella Pergamo

Non vi parlerò dell’Italia, ma dell’Europa e non dell’Europa di ieri e di oggi, ma dell’Europa di domani, di quell’Europa che vogliamo ideare, preparare e costruire” queste le parole di Alcide De Gasperi, pronunciate in un discorso alla radio nel 1952, due anni dopo la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, esposto nella Dichiarazione che segnava l’inizio del processo di integrazione europea.

di Barbara Becchi 

Le pubbliche amministrazioni di tutti i livelli, e in particolare gli enti locali e regionali, alle difficoltà quotidiane di gestione del territorio hanno visto aggiungersi una emergenza sanitaria senza precedenti che ha rischiato e rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori.

bandiere2 400x300 1di Beatrice Covassi

Non è andato tutto bene.  Il Coronavirus si è portato via mio padre, classe 1937, e con lui tanti, troppi, della generazione che aveva contribuito alla ricostruzione e al benessere del dopoguerra, che aveva sognato e poi lavorato attivamente a quella dirompente novità chiamata Europa.  Una generazione forgiata nelle privazioni e nelle difficoltà economiche e sociali del periodo post-bellico, formata al sacrificio e all’impegno civico, tesa alla costruzione di un nuovo mondo con la democrazia come stella polare.       


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