Venerdì, Maggio 07, 2021 L’ Italia e l'Ue

di Rosa Musto

 Nel regno dei fiori e degli alberi c’è posto per tutti ed amore per tutti. A noi uomini e donne, popoli e razze, il sapere intendere il messaggio che la natura ci invia. C’è un equilibrio da ristabilire: guardiamo ai fiori. C’è un colloquio da riprendere: guardiamo agli alberi.

Giuseppe Vedovato 1969[1]

Quest’anno la Festa dell’Unione europea del 9 Maggio pone al centro dell’attenzione proposte e idee di cambiamento, attente più che mai allo sviluppo integrale della persona, nel suo rapporto con l’ambiente e finalizzate a sostenere una forte coesione sociale, trattando i temi della povertà, dell’ambiente e della pace.

Mercoledì, Maggio 05, 2021 Scienze

di Lisciani e Cutrufo,

Le anemie si caratterizzano per una significativa riduzione dei globuli rossi circolanti nell’organismo tale da indurre una limitazione dell’ossigeno circolante nell’organismo, in particolare in quei tessuti non direttamente a contatto con l’aria. Escludendo le emorragie causate dalla rottura di un vaso sanguigno, la causa ultima di questa patologia consiste nella perdita della capacità dei globuli rossi di trasportare ossigeno, portando così al danneggiamento dell’emoglobina o della membrana cellulare.

Il significato biologico del ridotto trasporto di ossigeno ai tessuti si manifesta con la diminuzione generale della performance fisica, dall’affaticamento eccessivo da esercizio fisico e dalla dispnea. Studi recenti sull’anemia hanno portato a proporla come causa di altre malattie che precedentemente non erano state a lei correlate , come l'ipertensione polmonare e sistemica, la disfunzione erettile, la disfagia e la trombosi intravasale [1, 2]. 


Mercoledì, Maggio 05, 2021 Cultura

Grandi Donne: scienziate che hanno fatto la storia.

di Sonia R. Marino

“Non era appropriato per le donne mostrare il proprio corpo a un uomo e, quindi, non potevano accedere alle cure mediche. Lei si prese cura di più di 3.000 donne e uomini nei primi 10 mesi di lavoro.”

Kim Jeom-dong, anche conosciuta come Esther Park, è stata la prima dottoressa coreana.

Nasce tra il 1876 e il 1877 a Seoul, in una famiglia di convertiti al protestantesimo, economicamente modesti ma di idee progressiste. Nella Corea di fine ‘800 la religione cristiana diffusa dalle missioni è anche la religione del progresso, della tecnologia e della modernità, e i genitori decidono che la figlia studierà.

Kim Jeom-dong, studia, impara l’inglese, e diventa interprete per una dottoressa missionaria, Rosetta Sherwood Hall. Questa esperienza la porta ad appassionarsi alla medicina occidentale.

Domenica, Maggio 02, 2021 Cultura

di Sonia R. Marino

Da bambina rimanevo sempre incantata dalla toponomastica della mia città, alcuni nomi erano così oscuri, indubbiamente affascinanti ma tanto strani: via Abella Salernitana, via Trotula de Ruggiero, il ponte re riavule ossia il ponte dei diavoli, in realtà gli archi di un acquedotto longobardo.

Crebbi e scoprii, sia chi erano le donne dagli insoliti appellativi, sia cosa le legava a quel ponte.

Erano le Mulieres Salernitanae, le mediche della Scuola Medica salernitana, fondata nel IX secolo e che nel periodo di maggiore importanza, tra l’XI e il XIV secolo, annoverava tra i suoi membri molte donne, e per tutta Europa risuonò la eco della bravura di alcune di loro.

Cosa le univa a quel sinistro acquedotto? Nel pieno del Medioevo quattro uomini sapienti - l’arabo Adela, l’ebreo Elino, il greco Ponto e il latino Salerno - in una notte burrascosa trovarono riparo sotto gli archi dell’acquedotto; cosa che mi lasciava alquanto perplessa, la sezione dell’acquedotto è piuttosto sottile e gli archi abbastanza alti da non offrire un buon riparo, d’altronde è pur sempre una leggenda e qualche incongruenza ci può stare.

Continuiamo il nostro racconto… i quattro sapienti iniziarono a discorrere e a confrontare le rispettive conoscenze mediche, sembra che fossero feriti e si curarono l’un l’altro.

Sabato, Maggio 01, 2021 Istruzione&Ricerca

di Annalisa Libbi

Riflettere sulla scuola dopo il 2020 assume un significato inedito nel quale le conseguenze della pandemia che ha colpito il mondo e, con essa, i suoi traumi svolgono un ruolo da protagonista.

La chiusura delle attività del paese ha riconsegnato, all’istituzione scolastica, almeno nel dibattito, quel ruolo che le è peculiare nel suo intersecarsi e influenzare tutti gli ambiti della vita sociale e, nella crisi di una vita forzatamente reclusa, essa ha rappresentato l’unico aggancio al mondo esterno, una delle poche idee di “normalità” ancora rimaste.

La scuola non è stata chiusa, neanche nei momenti più critici e, tra le tante difficoltà evidenziate da questa condizione straordinaria che il mondo sta vivendo, continua a svolgere il proprio ruolo anche grazie alla serietà e flessibilità dei suoi attori che, dovrebbe essere ricordato più spesso, non sono missionari o volontari ma professionisti nel proprio settore.

Martedì, Aprile 27, 2021 Media TV

di Laura Caldara 

Il primo grado della saggezza è sapere tacere; il secondo è saper parlare poco e moderarsi nel discorso…” .

L’Abate Dinouart, nel suo trattato, pubblicato a Parigi nel 1771, “L’arte di tacere” (l’art de se taire), scrive di silenzio e del silenzio.

E penso proprio che ci abitueremo al silenzio del nuovo Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

E’ quello che trapela nei corridoi di Palazzo Chigi, dai giornalisti politici che frequentano i palazzi del potere dove hanno già avvertito che l’aria che tira è completamente diversa: I retroscenisti che affollano quelle stanze, adeguatamente distanziati, dovranno essere capaci di leggere e interpretare i silenzi.

E come ha scritto, giustamente, Gianluca Comin su Formiche: “Per la prima volta a memoria di osservatori, l’assenza di qualsiasi anticipazione e gossip sui nomi e sul programma di governo è di per sé un argomento di discussione e di analisi, anche degli esperti. Uno stile-Draghi che, da un lato sta frustrando giornalisti, commentatori e leader politici che, per la prima volta, non hanno potuto esercitarsi con il negoziato su nomi e caselle, dall’altro ha già prodotto un dibattito tra gli esperti di comunicazione. Se in Italia, abituata ai rumorosi talk show e alla ridda di dichiarazioni, il silenzio come modalità di comunicazione politica è come uno shock del sistema, all’estero non è un atteggiamento nuovo, tanto da aver prodotto non pochi paper universitari di studio e analisi”.

Lunedì, Aprile 26, 2021 Ambiente

di Sonia R. Marino,

Edonè, equilibrio e armonia: il Benessere

 Il modello urbano con cui ci siamo relazionati nel corso del Novecento è in rapido mutamento, e l’anno pandemico ha evidenziato ancor di più questa trasformazione.

È noto che la popolazione urbana mondiale da qualche anno ha superato quella rurale, e molti di questi insediamenti presentano numerose criticità. Le aree metropolitane sono intrinsecamente associate a un forte consumo delle risorse e all’inquinamento; sono sistemi che si adattano lentamente ai cambiamenti climatici, sociali, economici ed etno-demografici, e in esse, negli ultimi anni, si sono accentuati i divari socio-economici e culturali.

Eppure, con tutte le loro criticità, le città e i territori a forte antropizzazione rimangono i centri e i motori dello sviluppo e della crescita economica e svolgono un ruolo determinante per l'innovazione globale, dalla tecnologica a quella culturale e sociale. Anche se presentano criticità ambientali, le città possono essere sistemi molto più efficienti delle aree rurali, benché molto dipende da come si correlano alcuni fattori, quali dimensione demografica e forma urbana. D'altronde consumano risorse ma non ne producono.


Outlook

Ripensare l’Unione europea a 70 anni dalla Dichiarazione Schuman

di Fausta Speranza

Uno shock senza precedenti dalla Grande Depressione, ma anche una prospettiva tutta nuova da esplorare: nel valutare le ultime stime della Commissione europea non si trova solo lo scenario cupo per l’economia, che fa seguito al dramma delle perdite umane per il Covid-19, ma anche una possibile crescita del Pil già nel 2021. Sullo sfondo c’è la possibilità di un ruolo nuovo per l’Europa, a patto che non trascuri il virus di vecchie ideologie e ribollenti nazionalismi, tenendo invece in lockdown i suoi valori.

di Francesco Tufarelli

La ricorrenza del 9 maggio, tradizionalmente la festa dell’Europa, cade quest’anno in un momento particolarmente delicato a livello europeo e internazionale.
La pandemia ha travolto la vita ed i ritmi dei cittadini, coprendo con un inquietante alone tutte le attività del vivere civile. Ai numerosi decessi intervenuti in questi sessanta giorni si aggiunge oggi lo spettro di una terribile crisi economica, di cui ancora non riusciamo bene a valutare l’entità.

di Stefano Milia

Questo 9 maggio si celebra una “Giornata dell'Europa”molto particolare. Non solo quest'anno ricorre il settantesimo anniversario della dichiarazione di Schuman, ma ci troviamo anche in una crisi globale che richiede la nostra cooperazione e solidarietà come mai prima d'ora.

di Rosa Musto

La festa dell'Europa, che gli studenti festeggiano ogni anno, rappresenta l'occasione per testimoniare nel contesto sociale quanto viene realizzato in tema di educazione alla cittadinanza europea nelle scuole. I risultati su “L'educazione alla cittadinanza a scuola” vengono costantemente monitorati e resi noti dalla Rete di informazione europea sull'istruzione Eurydice. E promuovere la cittadinanza attiva è diventato uno degli obiettivi principali dei sistemi educativi in tutta Europa.

di Elisabetta Biondi

Settanta anni fa Robert Schuman, il “padre dell’Europa”, diceva: «l'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto», per proseguire poi riferendosi non all’accezione “comune” di solidarietà, ma piuttosto ad una «solidarietà di produzione» che «in tal modo realizzata farà si che una qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile.

di Raffaella Pergamo

Non vi parlerò dell’Italia, ma dell’Europa e non dell’Europa di ieri e di oggi, ma dell’Europa di domani, di quell’Europa che vogliamo ideare, preparare e costruire” queste le parole di Alcide De Gasperi, pronunciate in un discorso alla radio nel 1952, due anni dopo la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, esposto nella Dichiarazione che segnava l’inizio del processo di integrazione europea.

di Barbara Becchi 

Le pubbliche amministrazioni di tutti i livelli, e in particolare gli enti locali e regionali, alle difficoltà quotidiane di gestione del territorio hanno visto aggiungersi una emergenza sanitaria senza precedenti che ha rischiato e rischia di sfilacciare il tessuto sociale dei territori.

bandiere2 400x300 1di Beatrice Covassi

Non è andato tutto bene.  Il Coronavirus si è portato via mio padre, classe 1937, e con lui tanti, troppi, della generazione che aveva contribuito alla ricostruzione e al benessere del dopoguerra, che aveva sognato e poi lavorato attivamente a quella dirompente novità chiamata Europa.  Una generazione forgiata nelle privazioni e nelle difficoltà economiche e sociali del periodo post-bellico, formata al sacrificio e all’impegno civico, tesa alla costruzione di un nuovo mondo con la democrazia come stella polare.       


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